Caro amico ti scrivo

L’Eurogruppo di oggi è saltato, come annunciato ieri. Si preferisce far incontrare direttamente i boss dei vari paesi dell’Eurozona per poter DIRETTAMENTE discutere dei problemi e per trovare immediatamente soluzioni. I rumors che girano dicono addirittura che l’Eurogruppo non c’è perché è già tutto deciso… Ma per favore! C’è il caos più assoluto. Basta guardare alla situazione italiana. Dovevamo dare delle risposte forti all’Europa. E invece che facciamo?
Facciamo il solito pastrocchio all’italiana (sulle pensioni) e come si fa nelle più classiche storie d’amore, si cerca di recuperare la relazione sentimentale con una lettera. Si, mie cari lettori, una lettera di buoni intenzioni in cui si racconterà la rava e la fava. Ma il mercato VUOLE certezze. E noi con una lettera non solo non diamo certezze, ma ci rendiamo sempre meno credibili e sempre più ridicoli.
Il fatto è che l’Europa e non solo lei inizia a sentir puzza di grossa e grassa presa in giro. E noi stessi, italiani, dobbiamo essere indignati e sentiti presi in giro da questa massa di personaggi che dovrebbero governarci (tutti, senza escludere nessun colore e nessun partito) e che invece ci stanno portando nel baratro.
Peccato che poi, il tutto, avvenga nel giorno dove dovremo piazzare in asta 10,5 miliardi di Euro di BOT e CTZ, e poi avremo nei giorni a seguire altri 9 miliardi di BTP e CCT da collocare. E personalmente non riesco a vedere margini positivi…
La cosa che mi inquieta è però un’altra. E’ sconcertante che continui ad essere predominante la componente egoistica anche in questa fase di drammatica necessità.
Cari signori della politica, l’Italia non è una vostra proprietà personale. L’ITALIA E’ IL PATRIMONIO DI NOI ITALIANI. E viene prima di tutto. Prima dei vostri interessi, del vostro portafoglio, della vostra smania di potere. Qua stiamo parlando del nostro futuro, del nostro lavoro, dei nostri risparmi. E non potete permettermi di mandare a p*****e un Paese solo perché non avete la decenza di lasciare la “seggiola”.
Altrimenti, con l’amaro in bocca, dovremo dare ragione alla risata beffarda del duo Merkozy dei giorni scorsi. E noi rimarremo soli, ed il nostro paese, inesorabilmente, finirà in fondo alla melma.
Italy’s inability to deliver a substantive plan for reforming its pensions system has raised doubts about Prime Minister Silvio Berlusconi’s seriousness in tackling a crisis that threatens the euro zone’s third largest economy.
Italy has the euro zone’s largest sovereign bond market, with a public debt of 1.8 trillion euros, 120 percent of GDP. EU leaders fear that failure to make its debts more sustainable will mean it goes the same way as Greece, Ireland and Portugal, which have had to accept EU/IMF financial aid programs.
The problem is, there is not enough money to bail out Italy. (SOURCE)
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DT
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