Euro troppo caro
Ragioniamo per ora solo sul grafico: notare il riquadro verde che segnala divergenza fra eurusd e il governativo tedesco a due anni. Quando mai negli ultimi mesi s’è visto questo pattern? nel riquadro blu e cioè a fine ottobre 2011. E cosa è successo dopo un mese scarso? che il dollaro Usa ha “dovuto” apprezzarsi per correggere la discrepanza. Sono i tassi che in questo frangente hanno condizionato il cambio.
Anche ieri abbiamo avuto l’ennesimo calo dell’euoribor e con questo fiume di denaro immesso dalle banche centrali i prezzi dei governativi continuano a salire (ieri massimo storico del bobl) e i rendimenti a scendere. Per cui, fermo restando questo scenario, il dollaro deve correggere e tornare in area 1,30. Il dollaro Usa è sottostimato contro euro e le posizioni nette degli squali permangono fortemente ribassiste su euro.
Dovrebbe aprirsi un nuovo scenario per imprimere un andamento diverso al pattern rappresentato nel grafico: QE3. Col QE3 è lecito attendersi una vendita dei governativi e del dollaro, con una ripresa dei rendimenti; in questo caso nel grafico si annullerebbe comunque la divergenza e le due curve si allineerebbero al rialzo.
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