CESI Index e la divergenza tra rialzi di borsa e dati macro

Quanto è successo ieri sera (e di riflesso oggi) sui mercati è la perfetta fotografia dell’assurdo di un sistema che è condizionato in modo determinante dalla politica monetaria delle banche centrali.
Se da un lato continuano ad uscire dati economici che definirei mediocri sul mercato USA, dati che dovrebbero lasciar pensare ad una correzione dei mercati visto anche il corposo rally delle ultime settimane, dall’altra abbiamo in compensazione le news in arrivo dalle banche centrali. Non mi riferisco agli utili che la FED ha appena dichiarato, pari a 77.4 miliardi di Euro grazie soprattutto al quantative easing che ha permesso ai titoli acquistati sul mercato di essere rivalutati copiosamente.
Mi riferisco ovviamente all’annuncio “tra le righe” di un’apertura verso il QE3 o il quantitative easing terza puntata. E se poi aggiungiamo Angelona Merkel che (sempre ipotesi, notate bene…) si dice propensa ad un ampiamento del fondo Salva Stati, allora il cerchio è chiuso. Si vendono promesse, si vende ottimismo, si vende fumo. E se sarà il caso si riverserà sul mercato altra liquidità.
A mettere a nudo questo assurdo con cui dobbiamo convivere è l’indice CESI, alias il CESI Index (Citigroup Economic Surprise Index) che mette in evidenza il fatto che gli ultimi dati macro, usciti nelle ultime giornate, sono stati peggiori delle attese o comunque deludenti.
Ma le borse sempre al rialzo. Notare la divergenza tra la realtà e la bolla negli USA.
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DT
