La crisi economica e la fiducia: ma dove sono le riforme?

2 Aprile 2012 09:15

Non basta affidarsi all’ LTRO e al fondo Salva Stati. La politica deve abbandonare il lassismo e portare avanti quelle riforme necessarie per l’economia.

E’ quasi incredibile il fatto che ci si sorprenda quando i politici, gli economisti e comunque “quelli che contano”, tornino sul pianeta Terra e si rendano conto che la crisi economica è sempre lì, che ben poco è stato risolto e che i problemi sono stati solo spostati avanti nel tempo.

Riforme? Praticamente nessuna. Tutte strategie atte a tamponare un momento difficile cercando di dare fiducia, fiducia e ancora fiducia. Ma non mi sembra che con la fiducia si sia fatta la storia. Forse occorrono anche fatti concreti.
E questi fatti concreti sono appunto le riforme, che in Italia sono un punto dolente in quanto, siamo sinceri, mancano. Ma siamo un buona compagnia, non temete.
In Italia come altrove.
In questo week end, mi sono fermato un attimo a ragionare e mi sono reso conto che è successo un fatto molto importante in queste ultime settimane, che forse non abbiamo mai preso in considerazione ma che sta diventando determinante.

Come ben sapete, le banche centrali sono protagoniste da tempo con politiche monetarie espansive ed aggressive. Queste copiose iniezioni di liquidità hanno creato sui mercati quella bolla di fiducia che ha avuto effetti positivi sui listini. E tutto questo è arcinoto.

E poi il fondo Salva Stati, il mix di ESM e EFSF che porterà il cosiddetto firewall ad un impegno di 1.000 miliardi di Euro (di cui 200 già utilizzati). Buona parte di quei soldi saranno solo virtuali, essendo composti da garanzie, e quindi anche qui si tratta di “fiducia”. Ma buona parte saranno anche soldi reali, e non saranno pochi. Soldi che però verranno utlizzati in caso ddi “crisi liquidità” e quindi non con effetti strutturali. Leggetevi questo interessante articolo.

L’Italia quest’anno contribuirà al “capitale versato” del fondo di stabilità permanente Esm con una quota pari a 5,7 miliardi che sarà versata in due rate da 2,85 miliardi, pagate l’una in luglio e l’altra entro ottobre. Questi due importi saranno coperti con emissione di titoli di Stato a medio e lungo termine, con caratteristiche che saranno stabilite per decreto dal ministero dell’Economia. (Source) 

Ma poi, nel concreto, cosa ha generato tutta questa fiducia? Questa fiducia a fatto creare anche a livello politico ed amministrativo un’atmosfera che definirei di lassismo.
Fintanto che ci si sentiva con l’acqua alla gola, con uno spread BTP Bund a 500pb, tutti in Europa temevano la fine del mondo.

E poi è arrivato Mario Draghi che con il suo LTRO ha dorgato i mercati, un vero Valium che ha tranquillizzato tutti. MA non ha risolto i problemi. Però chi doveva fare le riforme ha visto il rischio che scendeva. E allora, ha preferito “evitare” di prendersi la birga di apportare al sistema quei cambiamenti e quelle iniziative che sono invece FONDAMENTALI per la ripresa dell’economia e per dare un futuro non solo all’Italia ma all’Europa intera.

Qualche esempio? La riforma del lavoro (articolo 18) è stata modificata, limata e ritardata, cercando di accontentare un po’ tutti e perdendo di vista le ragioni fondamentali di tutto il progetto Salva Italia, che forse sta diventando tropo politicizzato.
O ancora la Spagna, che ha già detto chiaramente che del “fiscal compact” se ne frega e che non raggiungerà gli impegni presi.

La morale di tutto questo è molto semplice. Chi ci governa non ha capito che solo con l’ LTRO, la fiducia e le promesse (lo diciamo da ….sempre!) non si va da nessuna parte e, col tempo, le banche torneranno a dover confrontarsi coi soliti problemi, le economie non torneranno a crescere e la nostra competitività resterà arroccata ai minimi storici.
Ma erano questi i presupposti del governo Monti? Erano questi i progetti dell’Eurogruppo che dovevano riportare le economie dell’Eurozona ad una nuova fase di ripartenza?

Brutto dirlo, ma si sta nuovamente perdendo tempo. O se preferite, la BCE con Draghi potrebbe anche aver fatto la cosa giusta con questo sostegno ai mercati A CONDIZIONE però che poi fossero arrivate le riforme che oggi non si vedono. E se non si interviene subito, non solo sarà tutto come prima, ma sarà anzi ben peggio. Non scordiamocelo.

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DT

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