Italia: va in crisi la microeconomia. Risparmio e redditi ai minimi.
Scendono redditi e risparmi degli italiani. Situazione non sostenibile. Mai cosi male dal 1995.
I dati parlano chiarissimo. E non si possono nemmeno discutere più di tanto. Occorre affrontare la realtà quanto prima, rendersi conto che la situazione (come prevedevamo, e non lo dico con presunzione ma solo per sottolineare che è una cosa arcinota) rischia di diventare gravissima e quindi ingestibile.
Partiamo dall’inizio. Dati Istat sui risparmi degli italiani tratti dal report «Reddito e risparmio delle famiglie». Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
ROMA (Reuters) – Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, registrando una diminuzione dello 0,7% rispetto all’anno precedente.
Nello stesso tempo, l’Istat ci ricorda che inoltre cala il potere d’acquisto delle famiglie italiane dello 0,5%, poichè nel 2011 i loro redditi sono cresciuti meno dell’inflazione. Nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato del 2,1%. Nell’ultimo trimestre dell’anno esso ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% rispetto a quello corrispondente del 2010. Tenuto conto dell’inflazione, pertanto, il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%.
Questi dati parlano da soli. Il risparmio degli italiani, quel tesoretto su cui abbiamo affidato il nostro futuro e che fino ad oggi ci ha permesso di affrontare la crisi in modo più “dignitoso” rispetto a quanto fatto da altri nostri “cugini” dell’Eurozona, si sta progressivamente erodendo.
Qualcuno di voi commenterà: “ Ok, è il tesoretto degli italiani, ma è anche a causa di QUEL tesoretto che l’Italia rischia alla lunga il default”. Vero. Però come ho già detto in passato, il debito si può gestire. La crescita economica no. Inoltre dobbiamo imparare a guardare AVANTI e non solo a girarci indietro e autocelebrarci oppure piangersi addosso. E’ arrivato il momento di girare pagina.
In concomitanza coi dati dell’ISTAT interviene Bankitalia.
Secondo le loro analisi, nella fase acuta della crisi i redditi sono diminuiti del 4% e quasi 500mila nuclei hanno sostenuto almeno un figlio rimasto senza lavoro.
«La struttura familiare, italiana – ha spiegato intervenendo a un convegno a Genova- caratterizzata da una marcata propensione dei giovani a costituire un nuovo nucleo familiare solo se occupati, ha limitato l`impatto della grande recessione sul benessere degli individui.
Per converso, sono proprio le famiglie dei giovani che hanno intrapreso un percorso autonomo, quelle che hanno pagato il prezzo più elevato della crisi e che oggi fronteggiano i livelli di incertezza più elevati».
«Nella maggior parte degli altri Paesi avanzati, il reddito disponibile lordo reale delle famiglie è invece cresciuto, nonostante la contrazione del prodotto». Non basta. Banca d`Italia stima che nella tarda primavera del 2009, nel momento di massimo impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano, circa 48omila famiglie abbiano sostenuto almeno un figlio convivente che aveva perso il lavoro nei dodici mesi precedenti. La distribuzione della ricchezza, ha in tuttavia ricordato Tarantola, non è però omogenea. La ricchezza è più còncentrata del reddito, anche se non in misura superiore agli altri principali Paesi avanzati. (Source)
Beh, il quadro quadra. Tinte molto fosche, futuro incerto, poche prospettive per i giovani. Ora spiegatemi voi cosa deve ancora succedere per far capire alla casta che è giunto il momento di mettere da parte i privilegi, dare un colpo di spugna al passato e provare quantomeno a tirarsi su dal guado.
Finora sopravviviamo erodendo i risparmi, ma tutto questo, credo siate d’accordo con me, non è sostenibile a tempo indeterminato. A meno che i fenomeni che ci governano non se ne rendano conto. E sia ben chiaro, mi riferisco soprattutto alla politica tradizionale, visto che ormai è chiaro il ruolo del governo Monti. Fare le “operazioni scomode e impopolari” mantenendo i privilegi a chi conta.
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DT