Crisi Spagna: i grafici che fotografano la bolla speculativa iberica

Che la Spagna sia lo spauracchio di tutta l’Eurozona, credo si sia chiaro a tutti. Le motivazioni sono davvero tante e le incoerenze con gli ultimi 10 anni sono notevoli. Ancora oggi mi sovvengono le parole spese dall’allora premier Aznar, che voleva dare al paese iberico un ruolo di primo piano a livello mondiale. “Un modello da seguire che deve servire come esempio per gli altri” .
Eccerto… Era un modello talmente da seguire che si è creata una bolla speculativa devastante che sta portando il paese alla deriva. Crescita esponenziale dell’occupazione, del mercato immobiliare, delle banche, del credito. Ma tutto questo nuovo miracolo economico aveva anche il suo bel rovescio della medaglia. E lo stiamo notando oggi. Poco prima delle elezioni del 2008, il governo Zapatero vantava il più basso tasso di disoccupazione di tutti i paesi democratici (l’otto per cento alla fine del 2007), un avanzo nei conti pubblici, una crescita robusta e stabile che consentiva alla Spagna di essere tra i “TOP” dell’economia mondiale. Con un reddito pro capite superiore a quello dell’Italia, la possibilità di raggiungere i due giganti europei Francia e Germania non era più solo un sogno agli occhi di Zapatero. Ma poi sono arrivati i subprime, con la crisi immobiliare… Già, il 2008… E il sogno spagnolo si è letteralmente frantumato. (Source)
E subito dopo il 2008, la Spagna è diventata un paese in cui la disoccupazione cresceva più rapidamente, dove costava di più uscire dalla recessione e che accumulava deficit pubblico più rapidamente di molte altre nazioni. Se in precedenza l’influente mondo anglosassone (analisti, speculatori, stampa specializzata) aveva salutato “il miracolo economico spagnolo”, subito dopo si è affrettato a includere la Spagna nel recinto dei “pigs” che rischiano il fallimento. Ed oggi, possiamo dire che il PIIGS più pericoloso è proprio quello iberico. Si cercano soluzioni rapide ed efficaci. Purtroppo però la situazione è molto persante e c’è il concreto rischio che qualsiasi riforma diventi poco efficace. Occorre fare un lavoro durissimo, con un’austerity pesante in un paese che, di per sé, è già in ginocchio.
Esagero? Beh, facciamo così.
Vi presento una serie di grafici. Guardateli e poi fatemi sapere se possiamo essere così sereni e tranquilli sulla Spagna e sull’effetto domino che potrebbe generare una seria crisi finanziaria di Madrid.






Ma soprattutto…


Impossibile, secondo me, in queste condizioni inventarsi un piano di austerity che possa dare un futuro a Madrid. Se è dura per l’Italia, per la Spagna mi sembra proprio utopistico. Siamo lontani anni luce da una corretta ed equilibrata visione della realtà. E difatti…già è stato detto che il “Fiscal Compact” NON verrà rispettato. Almeno questo fatto è pienamente coerente con la realtà.
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DT