Spending review: corsa agli armamenti. Italiani più poveri ma… più armati!

9 Luglio 2012 11:11

Evviva la politica delle incongruenze. Evviva la politica dei favoritismi.

Sono stati i giorni della cosiddetta “spending review”, un taglio netto a tutto quello che riguarda la spesa pubblica. Sicuramente molti tagli sono stati giusti, ma altri sono ampiamente discutibili. In questa sede non voglio dire cosa è bene e cosa è male.

Dico solo che il Governo può anche partire con le più buone intenzioni, ma poi…come sempre entra la politica tradizionale che costrige a fare correzioni… L’interesse comune viene sempre meno e certi stereotipi NON vengono abbattuti. E questo è uno di qeui temi che mi fanno veramente incavolare.
Ecco cosa ho trovato sul sito della Corte dei Conti…
E’ incredibile che oggi, anno 2012, l’austerity vada a colpire i servizi ESSENZIALI mentre certe spese ASSURDE legate agli armamenti vengano invece mantenute…
Leggete ed inorridite…

E’ tempo di sacrifici per tutto il Paese e il ministro Giampaolo Di Paola ha già segnalato la disponibilità delle Forze Armate a bilanci più austeri. Ma alla fine i tagli della Difesa sembrano davvero poca cosa, sia nel testo della Spending Review sia nel progetto di riforma dello strumento militare, in discussione al Senato (…) Riflessi sulla presenza ma non per gli armamenti del contingente in Afghanistan «è incrementato di 1.000 milioni di euro» . In realtà è una riduzione di oltre 400 milioni, perché gli stanziamenti attuali prevedevano 1.430 milioni. E questo vuol dire che i contingenti schierati in Afghanistan, nei Balcani e in Libano dovranno probabilmente essere ridotti. (…) In altre parole, il piano della Difesa è quello di «ridurre le spese del personale, ma per aumentare le spese destinate all’esercizio e agli investimenti». (…) La parola «investimenti», invece, è quella su cui le discussioni sono accanite: comprende anche l’acquisizione di sistemi d’arma. Di Paola parla di «alta tecnologia», intendendo di fatto due programmi: uno è quello del «soldato futuro», la digitalizzazione delle truppe, per cui si prevede una spesa pari a 16 miliardi. 12 miliardi riguardano i controversi F-35, gli aerei più costosi della Storia, duecento milioni di dollari l’uno. I cacciabombardieri sono al centro di polemiche ovunque: negli Usa sono stati considerati «un disastro» dai commentatori politici di Foreign Policy, poi il Pentagono ha ammesso i caccia non sono protetti contro la guerra elettronica e potrebbero essere persino «hackerati». Nei giorni scorsi persino il senatore Carl Levin, presidente della commissione Forze armate, ha chiesto che Pentagono e Congresso premano sulla Lockheed perché l’azienda abbassi i suoi listini. In Italia i caccia sono al centro della campagna «Taglia le ali alle armi», ma il ministro non è disposto a rinunciarci, anche perché gli F-35, nella versione a decollo corto, sono indispensabili per la prediletta portaerei Cavour.

***

F-35 Joint Strike Fighter Cacciabombardiere della Lockheed Martin

II programma d’acquisto dell’Italia: 90 aerei

Costo 200 di ogni apparecchio milioni di euro. Previsione 12 minima di miliardi spesa in 12 anni di euro

Costo Portaerei Cavour: 1,4 Mld di Euro e 200 Mila Euro/giorno di spese di navigazionie

A cui poi andremo ad aggiungere 121 Eurofighter più 100 elicotteri Nh90 della Fregata Fremm, la quale costa, come scritto dal sito sopracitato, altri 6 miliardi di Euro.
Insomma, potremo essere orgogliosi del nostro armamento super avanzato. Ma saremo tutti più poveri.

Intanto le banche d’affari USA tagliano le stime proprio sul deficit italiano:

JP Morgan lowered its forecast for Italy’s 2012 budget deficit from €45 billion (2.8% of GDP) to €36 billion (2.3% of GDP). JPM still sees the Italian government unable to meet its original deficit target of €27 billion (1.7% of GDP).

According to the bank’s calculations, “the cumulative budget deficit through to June has run around €6 billion above where it would need to be to achieve that government’s full-year target.” (EFX)

Evviva.

STAY TUNED!

DT

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