Italia che cresce: Export contrastato con sorprese
Molti hanno un po’ sbeffeggiato il Premier Mario Monti per le sue recenti dichiarazioni sullo stato economico della nostra Povera Italia.
“Un percorso di guerra durissimo. Siamo all’interno di un tunnel. I primi risultati arriveranno nel 2013. Il mio successore vedrà risultati”.
Ahimè, tutto decisamente vero. Tranne una cosa. Il successore di Monti NON vedrà ancora i risultati dell’austerity. Molto dipenderà dall’Unione Europea e dalle condizioni macroeconomiche dell’Eurozona e non solo.
Resta però il fatto che la crisi italiana durerà ancora.
Ma per fortuna, c’è anche un’Italia che almeno ci prova a battere la crisi.
Mi sono imbattuto quasi per caso nell’analisi redatta dalla Fondazione Edison, la quale ha analizzato ben 101 distretti manifatturieri ed ha scoperto che, malgrado la crisi, qualcuno continua a volte crescere, non si arrende e lotta.
Queste impresi sono quelle REALMENTE in guerra e sono quelle che lottano con tutte le loro forze per poter andare avanti.
L’analisi ci fornisce risultati contrastanti. Scopriamo ad esempio che l’Export nel 2011 è salito del 2% e ora sfiora i 17 miliardi di Euro, ma nello stesso tempo vediamo anche lo stesso export, rispetto al 2010, è in forte rallentamento, visto che in quell’epoca ha registrato un buon +19.1%.
In questa interessante infografica, troverete i “signori dell’Export” italiano: Hi Tech ed alimentare, i due settori che meglio si stanno comportando. Sull’alimentare nulla da dire, sull’Hi tech, ammetto, sono rimasto un po’ sorpreso…
Per esempio, il manifatturiero e la meccanica, che fine hanno fatto? E la moda?
I 32 distretti della meccanica, dopo un 2011 molto positivo (+12,6%), hanno fatto un break con -2,9% così come hanno rallentato i 21 distretti dell’abbigliamento-moda (0,6%).
In quest’ultimo caso però, come per l’arredo-casa (+3,2%), l’andamento è molto differenziato: le produzioni ad alto valore aggiunto e di lusso, sempre di più pianeti di una galassia a parte.
A Parma l’istantanea scattata dalla Fondazione Edison fotografa due tra i primi 20 distretti industriali per crescita: formaggi e latte (+26,7%) e pasta e prodotti da forno (+12,6%). (Source)
E’ un’Italia che sembra voler cambiare pelle? Secondo me no. Il nostro DNA è ben diverso. L’Italia è un paese che cerca la sopravvivenza e ora sta faticando per restare in piedi. Molto bene per i settori in aumento, ma se vogliano tornare quantomeno competitivi, dobbiamo aspettare la ripresa del manifatturiero e delle piccole medie imprese. Ed in questo ambito, di strada da fare, c’è n’è ancora molta.
STAY TUNED!
DT
