Economia italiana: numeri disastrosi
Debito pubblico, ma anche mercato immobiliare, attività commerciali, stipendi, finanziamenti. Per fortuna che almeno hanno fatto un Papa che potrebbe portare un nuovo stile più austero in Vaticano.
La settimana si è chiusa con le nostre beghe politiche che voglio tralasciare. Ma anche dal punto di vista economico abbiamo visto dati molto preoccupanti.
Come ho scritto in Twitter (seguiteci!!!!) nei flash quotidiani, ieri abbiamo visto tanti numeri negativi.
Il primo dato è quello del debito pubblico. Sfondata la soglia dei 2.000 miliardi e nuovo record assoluto a gennaio pari a 2.022,7 miliardi, con un aumento di 34 miliardi rispetto a dicembre in buona parte dovuto al contributo al Fondo Salva Stati.
E per completare l’opera, i dati di Confcommercio. In due mesi, a gennaio e febbraio di quest’anno, in Italia sono spariti quasi 10.000 negozi, con un vistoso crollo (-50%) delle aperture di nuove attività rispetto al 2012. MAI così male negli ultimi 20 anni. Se si continua così, a fine anni avranno chiuso 60.000, ripeto, 60.000 negozi. Una Caporetto per il commercio. Insomma, la crisi non è mai stata così viva in Italia, in Europa e nel mondo.
Inevitabile subito il pensiero negativo delle società di rating. Fitch abbassa le stime innanzitutto per gli USA che cresceranno dell’1,9%, in calo dalla precedente stima del 2,3%. E poi revisione al ribasso anche per l’Eurozona: contrazione del Pil pari allo 0,5% nell’anno in corso e una crescita dell’1% per il 2014, mentre la disoccupazione ferma al 12% fino al 2014. fatevi due domande sulla coerenza dei mercati. E se siete interessati ad avere alcune risposte importanti, iscrivetevi agli ultimi posti disponibili per il WEBINAR di lunedì sera.
L’Italia è al palo. Certo, gran parte dell’Europa non sorride, ma noi siamo messi proprio male. Malissimo i consumi e gli stipendo sono assolutamente inchiodati. E le due cose sono fortemente correlate. E le banche non forniscono il credito necessario per andare avanti. Il tasso di crescita annuo dei prestiti è sceso a quasi -3% per l’Italia (cresceva di oltre il 4% fino all’estate 2011), mentre resta positivo in Francia e Germania.
Insomma…riforme su tutti i fronti, sennè qui si affonda.
Ma ormai vi avrò annoiato con questi discorsi.
Per fortuna che ora abbiamo il Papa nuovo, Papa Francesco. Un personagigo che, lo ammetto, a pelle, mi piace molto. Un plauso a quei vecchi bacucchi del Conclave che hanno dato una vera lezione alla classe politica italiana per rapidità, intelligenza, lungimiranza e capacità critica…
STAY TUNED!
DT
