Dopo Cipro, quale sarà il prossimo paese a saltare per un disequilibrio finanziario evidente?

Pubblicato 26 Marzo 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:49

I motivi della grande ristrutturazione bancaria di Cipro sono dovuti soprattutto ad un sistema finanziario enorme se rapportato alle modeste dimensioni dell’economia dell’isola cipriota. E come Cipro in Europa ce ne sono anche altre. E dal punto di vista statistico, c’è chi sta anche peggio! Guardate la slide qui sotto.

La peggio messa sotto questo aspetto è il Principato del Lussemburgo, con un rapporto che quasi 22.5 volte il PIL, e poi Malta a circa 8 volte il PIL. Seguono l’Irlanda, già ristrutturata con un rapporto pari a circa 7.5 e infine Cipro a 7.4. Ovvio, parliamo di stime e non di numeri esatti. Ma spannometricamente possiamo dire che sono decisamente affidabili. E se il Financial Times snocciola queste percentuali, il nostrano Sole24Ore fa anche di più.

L’Irlanda ha banche 5,3 volte più grandi del Pil, in Spagna il sistema creditizio è 4,3 volte più grande del Paese; in Lussemburgo le banche sono quasi 20 volte più grandi del Pil e a Malta il rapporto è di 8 a 1.
Ma, mentre i primi due Paesi hanno dovuto chiedere aiuti alla prima difficoltà, le banche troppo grandi di Malta e Lussemburgo non rappresentano (al momento) un problema: l’Fmi ha però chiesto a Malta di creare una rete di protezione per il sistema finanziario, cosa che le Autorità hanno in parte fatto, mentre per il Lussemburgo l’allarme dell’Fmi è più blando. Il Paese presenta molte solidità essendo un centro off-shore, ma anche in questo caso si chiede maggiore sorveglianza.
In tutti gli altri Paesi con sistemi bancari sproporzionati i problemi sono stati enormi: soprattutto in Spagna, Irlanda e Cipro.
In Irlanda il problema era il mercato immobiliare, cresciuto dal 2000 al 2007 2,1 volte più velocemente del Pil: appena, però, il prezzo delle case ha iniziato a crollare, le banche sono collassate. E lo Stato, per salvarle, le ha seguite.
A Cipro il problema è arrivato dalla Grecia: gli istituti ciprioti erano troppo esposti sul Paese in crack. Questo li ha fatti collassare. (Source) 

Ma allora la differenza che c’è per esempio tra Cipro e Lussemburgo, qua’è? Semplice, la qualità degli asset. Cipro era praticamente iper-dipendente dal debito Greco e quando è arrivato il default, le banche cipriote sono saltate. Il Lussemburgo invece, circondato da paesi ben più solidi, ha una qualità sottostante ben diversa ed un sistema finanziario decisamente più solido.

Ma vogliamo andare ancora di più nello specifico? Ecco quesrto grafico di JPMorgan che illustra il totale degli asset delle singole grandi banche raffrontate al PIl del paese di appartenenza.


Guardate alcune realtà svizzere…Direi non male… La domanda da porci sarebbe: “ma chi potrebbe salvare certi colossi se il sistema finanziario fa flop?”   Gran bella domanda a cui non sappiamo dare delle risposte…

Una nota positiva sull’Italia. Siamo nell’area della tranquillità. Evviva. Forse per una volta possiamo esserne un po’ più fieri. Ma da sempre andiamo dicendo che il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello di altri paesi. E quest’analisi lo conferma.

Cipro, un pericoloso precedente…

Infine, credo che effettivamente le prese di posizione avute con Cipro siano destinate a rimanere un caso isolato. Cipro rappresentava un estremo assoluto all’Interno dell’Eurozona. Ma questo non significa che siamo fuori dalla crisi. Diciamo piuttosto che ci sono ancora tantissime altre problematiche che devono essere risolte. E molto probabilmente non avranno come motivazione un eccessivo rapporto asset/PIL. Certo, la questione cipriota è stata gestita malissimo già fin dall’inizio. Infatti se la richiesta di Cipro di intervento ai fondi salva-Stati europei del giugno 2012 fosse stata accettata, forse non si sarebbe arrivati dopo NOVE MESI a questte decisioni drammatiche e per certi versi rivoluzionarie. Ma allora non lo sapevamo ancora. Oggi invece lo sappiamo e Dijsselbloem ce lo ha detto chiaramente (poi ritrattando per la quiete dei mercati): “non prenderemo mai in cosniderazione la ricapitalizzazione delle banche tramite l’ESM”. 

Quindi stiamo pronti. Occorre risolvere le crisi da soli, nel proprio interno. A meno che ci sia un drammatico rischio contagio nei sistemi finanziari che contano… E forse questa è una nostra fortuna. 

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DT

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