Crisi occupazione: mancano i soldi per la CIG anche perché qualcuno ne ha approfittato

Pubblicato 17 Aprile 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:28

La tematica lavoro e disoccupazione resta in assoluto quella che deve essere affrontata con la massima urgenza. il Tasso disoccupazione continua a lievitare, ed ovviamente a risentirne sono i consumi e l’economia.
Certo, i problemi stanno alla fonte. Le nostre imprese non ce la fanno più. L’imposizione fiscale è ai massimi storici, lo Stato sta cercando di sostenere in qualche modo la difficile situazione con il noto decreto sul debito della PA. Ma ancora non basta.

E mentre l’economia va sempre più verso la recessione…arriva anche l’alert del FMI.

(AGI) – Roma, 16 apr. – Anche lo stallo politico in Italia potrebbe produrre ombre sulla ripresa economica globale. Il giudizio e’ del Fondo monetario internazionale secondo cui, “nel breve termine”, i rischi che pesano sull’economia mondiale “sono principalmente collegati agli sviluppi nell’area dell’euro, comprese l’incertezza sulla ricaduta degli eventi di Cipro e la situazione politica in Italia, cosi’ come la vulnerabilita’ dei paesi periferici”. Il Pil italiano si contrarra’ dell’1,5% quest’anno per poi crescere dello 0,5% il prossimo. (…) il tasso disoccupazione dovrebbe aumentare al 12% quest’anno e salire ancora al 12,4% il prossimo. Soltanto la Spagna fara’ peggio dell’Italia tra i big europei.

Grazie FMI, ma già sapevamo lo stato di profonda difficoltà del nostro paese, e non illudiamoci troppo. Riuscire ad intravvedere un po’ di ripresa nel 2014 è più che una scommessa… La situazione è difficile e i fondi sempre più limitati. Ora si abbatte sull’Italia una nuova piaga. Si chiama CIG.

L’allarme sugli ammortizzatori sociali torna al centro dell’attenzione. (…) Al tavolo è emersa la cifra investita nel 2012 che è stata di 2,3 miliardi di euro, meno di quanto stimato dai sindacati (2,7 miliardi). Comunque il governo non farà alcun decreto per reperire le risorse necessarie. “Il nostro è un governo in scadenza. Non facciamo decreti”. Sarà invece istituita una sorta di “unità di crisi” con Monti, Grilli, le Regioni e le parti sociali a Palazzo Chigi all’inizio della prossima settimana, lunedì o martedì. (…) Prima di incontrare il ministro del Welfare Elsa Fornero, Camusso aveva detto che per gli ammortizzatori sociali in deroga nel 2013 servono nel complesso 2,7 miliardi. Ieri, Fornero aveva detto che per gli ammortizzatori un miliardo di euro forse non basterà, mentre oggi ha ribadito che “lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sarà più bassa del 2012” quando le risorse investite nella Cig in deroga sono state pari a 2,3 miliardi. (Source) 

E quindi come si fa? Semplice, il numero dei senza lavoro è in aumento e coloro che perderanno il sostegno pubblico in questo momento di grande difficoltà non farà che lievitare.
Certo, un gran bel casino. E la cosa che mi fa imbestialire è quanto ho ricevuto proprio in questi giorni da un amico lettore che ovviamente vuole restare anonimo, per ovvi motivi.
La morale è molto semplice. Nella crisi, ovviamente, c’è sempre qualcuno che ci specula. Leggete qui sotto.

Ciao Dream,

non ci conosciamo ma ormai io ti seguo da anni, da quando ancora eri su blogspot. Dire chi sono…non importa. Io sono nessuno. Un signor nessuno che rischia di perdere il lavoro perché c’è crisi. Già, c’è crisi. Ma la ditta per cui lavoro, la crisi non la sente, anzi, il lavoro non fa che aumentare. Sarà che forse molto concorrenti hanno chiuso. Noi invece, abbiamo retto bene il colpo, magari in tempi non sospetti chi dirigeva l’azienda non ha fatto il passo più lungo della gamba. (…)
Dopo questa presentazione, forse starai storcendo il naso e ti dirai: ma che dice questo?
Prima inizia parlando di crisi, che rischia di perdere il lavoro e poi mi racconda di un’azienda sana dove il lavoro non manca.
Non sono impazzito. Ma le cose stanno così. Infatti l’azienda per cui lavoro mi ha praticamente costretto alla CIG pagandomi la differenza in nero. Così sono passato da 40 ore setimanali a 0 ore settimanali (ma circa 45 ore visto ‘aumento del lavoro). E appena ho provato a parlare coi titolari, mi è stato detto che c’è crisi, che ognuno deve cercare di fare il possibile per sopravvivere e che se non mi sta bene, si possono anche fare scelte professionali differenti. Loro lo sanno benissimo che io non mene posso andare, sia perché di questi tempi la situazione del mondo del lavoro è quella che è e poi, ho 40 anni, un figlio di 18 mesi ed una moglie che tappa i buchi che le maternità lasciano nelle scuole ed un mutuo da pagare. Tutto precario, tranne il mio lavoro che ora rischia di diventarlo. Che fine farò ora che i soldi per la CIG sono finiti? Assurdo, rischio di restare veramente a piedi? Dai, non credo, sono un dipendente formato ed anche apprezzato. Ma io non so che potrebbe succedere. Certo è che mi fa letteralmente SCHIFO il fatto che il mio datore di lavoro abbia speculato sulla mia pelle per poter guadagnare di più. Non credi?
Fine dell’email. Continua così, sei un Grande…

Pietro D.

Certo, un caso isolato, o forse no… capisco che l’amico Pietro non ha la forza per denunciare, ma questo, miei cari lettori, è un fatto gravissimo, soprattutto in questo momento che è in assoluto il peggiore della storia per il nostro paese, a livello economico.

STAY TUNED!

DT

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