La grande diseguaglianza economica italiana
Uno dei grandi problemi che ci troviamo in questa crisi è quello della cattiva distribuzione del reddito ed il progredire delle disuguaglianze economiche e sociali. Già ieri in un post forse banale ma sentito, ho provato spiegare qual è la vera natura della crisi. E la vera natura della crisi si nasconde innanzitutto nell’uomo. E l’uomo con il suo operato ha sicuramente contribuito a creare una sempre maggiore sperequazione tra le varie classi sociali.
Non dimentichiamo infatti che questa crisi ha colpito innanzitutto la classe media, la quale progressivamente si sta estingendo, contribuendo a far aumentare il divario tra la classe povera e quella più ricca.
Cresce e si divarica sempre più la forbice delle disuguaglianze sociali. Il 10% delle famiglie italiane detiene poco meno della metà (47%) della ricchezza totale. Il resto (53%) è suddiviso tra il 90% delle famiglie. Lo segnala la Fisac Cgil, sulla base di uno studio sui salari nel 2012. Una differenza che diventa macroscopica mettendo a confronto il compenso medio di un lavoratore dipendente e quello di un top manager: nel 2012 il rapporto è stato di 1 a 64 nel settore del credito, di 1 a 163 nel resto del campo economico. Nel 1970, sempre secondo lo studio del sindacato del credito della Cgil, tale rapporto era di 1 a 20.
Fatevi due conti… Questa è stata la grande ingiustizia sociale di questi anni. Un dipendente ha incassato mediamente 26.000 Euro lordi l’anno. Un top manager? Ben 17.300.000 Euro. Ovvero 665 volte! Il che è una vergogna. Ipotizziamo anche che i mega dirigenti meritino tali cifre. Ma ancora di più è una vergogna il fatto che sempre in questi ultimi anni per i manager, gli stipendi non hanno fatto altro che lievitare. Mentre per i dipendendi si è rimasti fermi al palo. Anzi, le condizioni del lavoro sono progressivamente peggiorate, con un potere d’acquisto di pensioni e salari che si è praticamente dimezzato.

Nel 2012 il salario netto mensile percepito da un lavoratore standard è stato pari a 1.333 euro che cala del 12% se si tratta di una dipendente donna, e del 27% se è giovane (973 euro). Per i giovani poi la retribuzione in 10 anni non si è mai accresciuta: mille euro mensili circa in busta paga, immutata dal 2003. (Source)
Come si può pretendere di uscire dalla crisi se non si fa altro che peggiorare queste condizioni lavorative? Come si fa a non capire che per ripartire con economia e consumi è necessario tutelare e migliorare la situazione salariale e dell’occupazione di livello più basso? E poi non sorprendiamoci se crolla il fatturato dell’industria italiana.
(AGI) – Roma, 20 mag. – Crolla ancora il fatturato dell’industria a marzo. L’indice calcolato dall’Istat ha segnato un calo dello 0,9% su base mensile e del 7,6% su base annua. L’arretramento tendenziale e’ il quindicesimo consecutivo e il piu’ ampio da ottobre 2009. Gli ordini rialzano invece la testa dopo quattro mesi negativi e segnano un incremento dell’1,6% rispetto a febbraio. Il bilancio tendenziale resta pero’ pesante con una contrazione del 10%.

Purtroppo quanto sta accadendo in Italia accade soprattutto nei paesi più “deboli” in quest’Eurozona. E proprio in questi paesi le diseguaglianze non fanno altro che lievitare. E state pur certi che se non si interviene con defiscalizzazione dei salari e incentivi all’occupazione, i ricchi continueranno ad essere sempre più ricchi mentre noi, progressivamente, moriremo con l’economia del nostro Paese.

Il tutto con quale futuro per i nostri figli? Ce lo spiega Save The Children. Leggetevi tutto l’articolo cliccando QUI:
(AGI) – Roma, 20 mag. – E’ un vero ‘furto di futuro’ quello in corso ai danni di bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La poverta’ nelle sue varie forme – sociale, economica, d’istruzione, di lavoro – li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e opportunita’. E con il futuro di chi e’ giovane oggi si sta disintegrando quello dell’Italia tutta. E’ l’allerta lanciata dalla ong Save the Children con la campagna ‘Allarme Infanzia’ (www.allarmeinfanzia.it). Un adolescente su quattro, rivela la ricerca ‘Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani’, pensa che il proprio futuro sia piu’ difficile di quello dei genitori e spera di andare all’estero per assicurarsi un’opportunita’.
PS: alcune delle schede proposte non hanno dati recentissimi ma spiegano comunque molto bene la tendenza e la gravità della situazione.
STAY TUNED!
DT