Una nuova era per mercati finanziari e banche centrali

Pubblicato 31 Maggio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:08

Cambia il sentiment. Le banche centrali non danno più le certezze di una volta. E per la FED è giunta l’ora di meditare su Quantitative Easing e ZIRP. Anche se…

Era solo una questione di tempo e poi il mercato avrebbe iniziato a dubitare delle banche centrali.
Fino a qualche settimana fa, FED e BOJ in primis erano viste come le grandi “garanti” dei mercati, coloro che avrebbero garantito ritorni facili a coloro che si fossero dedicati ad investimenti oggi caratterizzati da una volatilità estremamente compressa ma che in altri periodi erano da evitare vista l’eccessiva volatilità.
Questa “sbornia da innamoramento” delle banche centrali sta quindi terminando ed ora tutti sono con lo sguardo rivolto al monitor, in attesa di leggere qualcosa che li rassicuri.
Non è più matematico il sostegno di FED & Co. (non cito la BCE in quanto, dopo una fase apparentemente attiva con l’ LTRO, si è assopita in un sonno di matrice germanica). Soprattutto da quando Bernanke ha fatto capire che progressivamente il QE verrà limitato e da quanto la BOJ ha perso un po’ il controllo della situazione. Mi riferisco all’aumento inaspettato dei tassi sulla curva dei rendimenti nipponici.

Curva tassi Giappone

Fate bene attenzione. Un ribasso di borsa può fare clamore, ma il grande problema resta il mercato delle obbligazioni. Una violenta correzione dello stesso potrebbe generare sconquassi ben peggiori (e indirettamente violente correzioni dell’equity).

Inversione di tendenza già avvenuta? Assolutamente no. Diciamo piuttosto che si è aperta una nuova fase di questo processo che sta proseguendo come da copione.
Dopo la fase della matematica certezza, eccoci in quella fase dove ci sarà invece incertezza sull’operato delle banche centrali, quasi una caccia alla volpe, dove certi discorsi verranno fatti e poi smentiti, il tutto per tastare il polso del mercato e capirne le reazioni ai vari annunci.

Una nuova era per i mercati finanziari. Una nuova fase dove non ci sono più le certezze di una volta. Dove la FED inizia a parlare di rallentamento di Quantitative Easing (magari passando progressivamente da 85 miliardi a, ipotizzo, 65, poi 45 e poi zero) in virtà anche dei buoni dati macroeconomici (???) soprattutto in area occupazionale USA (target 6.5% tasso disoccupazione).

Ma non illudetevi. Il Quantitative Easing non verrà troncato in un amen. Sarà un percorso come detto di tipo ”progressivo” e il meno traumatico possibile per il mercati (o almeno questa sarà l’intenzione. Riuscirci poi, è un’altra cosa). Se poi dovessi ipotizzare QUANDO inizierà questo percorso, non posso negarvi che non lo vedo prima del 2014. Ecco il perché di mezze comunicazioni, poi smentite e poi conferme ma con decorrenza non a breve.
E poi, quando il quantitative easing sarà finito, magari metà 2015, ecco che la FED interverrà anche sul secondo grande tassello della sua politica monetaria. Il cosiddetto ZIRP, Zero Interest Rate Policy. Politica monetaria questa volta convenzionale. E il “tasso zero” non sarà più così a “zero”.

Intanto massima attenzione quindi a dati macro sull’economia USA e conseguenti comunicazioni FED: la chiave del mercato sta tutta lì. Cosa c’è di “economia” in tutto questo? Beh, ben poco. Ormai c’è solo finanza, speculazione, aspettative e sentiment. Ma oggi i mercati sono SOLO questo.
Prendere o lasciare.

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DT

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