Hyperinflation? No grazie e se occorre la BCE farà il Quantitative Easing.

Pubblicato 14 Novembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:08

Il problema oggi è la deflazione e la BCE è pronta ad agire con ogni mezzo. ancora tassi interesse, LTRO e anche quantitative easing. E i tedeschi che ne diranno?

I super timorosi dell’Iperinflazione possono stare tranquilli. Malgrado una politica monetaria iper-espansiva che continua imperterrita (confermato il QE da parte della FED…per il bene della stabilità del sistema…) il tasso inflazione continua a essere minima, anzi, è quasi deflazione.

Qui trovate i tassi inflazione rilevati da Giappone, paria dell’Abenomics, Unione Europea, patria dell’LTRO e dagli USA, patria del Quantitative Easing.

La BOJ sta continuando on un aggressivo QE per cercare anche di farla crescere questa inflazione ed uscire dalla storica deflazione che accompagna la nazione nipponica da anni. Ma finora, l’aumento delle pressioni sui prezzi è stato percepito solo…da alimentari ed energia. Ed il resto? Politica monetaria da rivedere, che ha certamente dimostrato un certo impatto su talune cose (ovvio, con tutti i soldi che hanno pompato sul mercato!) ma che resta molto deficitaria su altre.
La BCE invece ha tagliato i tassi. Niente LTRO al momento, anche se l’inflazione in Eurozona è la più bassa tra i tre prima citati. Il Monthly Report  della BCE stima un tasso inflazione pari all’1.4% nel  2013, 1.5% nel 2014 e 1.6% nel 2015. Sempre al di sotto della “soglia critica” del 2%.

Ma ATTENZIONE, qualcosa si muove all’orizzonte. Se la fase potenzialmente deflattiva la BCE potrebbe anche intervenire con mosse epocali. La prima è portare il tasso sui depositi delle banche presso la stessa in NEGATIVO. In questo modo le banche pagherebbero per detenere in soldi in BCE (così facendo si spera che il denaro rientri in circolo) . La seconda, decisamente RIVOLUZIONARIA per la BCE, sarebbe udite udite… un quantitative easing. Infatti dice Peter Praet, consigliere BCE:

 (…) si tratterebbe di una misura che metterebbe a disposizione degli istituti finanziari una ulteriore dose di denaro, come già avvenuto in passato con i prestiti a lungo termine a bassissimo tasso di interesse noti come LTRO, su scala probabilmente ancora maggiore, e soprattutto con una differenza non di poco conto. Un piano di acquisti, e non semplicemente prestiti, metterebbe la BCE sullo stesso piano di altre banche centrali nel mondo, a partire dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan. (Source)

notata la differenza? NON prestiti (LTRO) ma acquisti (Quantitative Easing).

Praet ha sottolineato che questo tipo di interventi non sarebbero una infrazione delle regole della banca centrale, poiché esse non escludono un intervento diretto sui mercati (vietano invece il finanziamento diretto dei governi). Il problema tuttavia resta a livello politico: è noto che la decisione di tagliare i tassi d’interesse è arrivata con una spaccatura nel consiglio dei governatori, in particolare con l’opposizione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, che avrebbe preferito attendere il rilascio del report sull’inflazione previsto per dicembre prima di decidere un taglio dei tassi di interesse. Insomma la solita domanda: la BCE sarà pronta a fare ciò che è giusto al momento giusto? Finora non è andata troppo bene.

Huhuhu…. già mi vedo la stampa tedesca che massacra Draghi, BCE & Co nel caso in cui questi presupposti diventassero realtà.Noi intanto assisteremo teoricamente passivi alle decisioni BCE. Intanto però è chiaro che la BCE prende atto del fatto che ci sono ancora delle armi non convenzionali da utilizzare e se sarà il casò…chissà. Cosa che gli USA per certi versi oggi non possono più dire. E tutti abbiamo davanti agli occhi le conseguenze per il mercato con una politica monetaria iperespansiva.

Se dovessi sintetizzare il tutto, lo farei con un ermine: CONFUSIONE. Confusione da parte di tutti: politici, economisti, burocrati. Volere ma non potere, e con conseguenza il relativo protezionismo che ne deriva. Ed i mercati intanto continuano sulle loro coordinate. Chi più di tutti subisce volatilità è il cross EUR USD. Ma si sa benissimo che il forex per il 70% è influenzato proprio dalla speculazione. Reazione quindi normale.

E sugli USA? Non si sa più che raccontare. Finchè il giochino regge, va tutto bene, ma poi un giorno….

STAY TUNED!

Danilo DT

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