BCE: immobilismo di Mario Draghi sta diventando logorante

Pubblicato 7 Febbraio 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:23

FOCUS sulla deflazione e sui rischi sistemici dell’Eurozona. Ma si tralasciano le impellenti necessità su consumi e tasso disoccupazione. Occorre aspettare l’estinzione naturale dei paesi periferici?

Questo è il sintetico comunicato uscito sul sito della Banca d’Italia oggi pomeriggio.
Un “nulla di fatto sui tassi” con tassi di interesse REPO, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale che non cambiano e restano allo 0,25%, allo 0,75% e allo 0,00%.

Ma questo era ampiamente scontato ed atteso. Nei post che ho scritto in questi ultimi giorni ho infatti accennato a ben altre mosse di politica monetaria, ben più “interessanti” e rivoluzionarie. Ma anche di difficile attuazione nel breve in quanto necessitano della benedizione di qualche grande banca centrale dell’Eurozona.
Ovviamente Draghi ribadisce che i tassi di interesse resteranno bassi per un prolungato periodo di tempo, che la ripresa resta debole e che potrebbe indebolirsi in futuro, e infine che la banca centrale continua a tenere in considerazione ogni strumento possibile, senza per ora utilizzarne alcuno.

Gestione psicologica della crisi e della situazione. Si vuole ricordare al mercato che la BCE c’è, è estremamente potente e basta volerlo… e si POTREBBERO FARE cose che i teutonici non possono nemmeno immaginare (in puro stile Blade Runner). Domina la “forward guidance”.

Ma stavolta non si è fatto nulla. Tutto rinviato quindi a marzo? Forse si, ma solo SE ce ne sarà l’occorrenza. E l’occorrenza potrebbe essere la DEFLAZIONE. Oggi l’inflazione è allo 0,7 % e non fa che scendere. Certo, non in tutti i paesi dell’Eurozona è presente il rischio deflazione. Ma nella maggior parte dei paesi membri lo è.
E cosa potrebbe fare Draghi? Beh, nulla di diverso di quanto detto qui (CLICCATE e vedrete). Al momento la liquidità non sembra un problema. A parte il dato sulla liquidità in ececsso, sempre molto border line, il tasso Eonia al momento non presenta rischi, in quanto è assolutamente sotto controllo. Massima fiducia nel sistema (e anche questo è anomalo).

Se devo essere sincero inizio ad essere un po’ preoccupato. Capisco che la BCE userà le armi a seconda delle condizioni economiche dell’Eurozona. Ma è anche vero che non c’è una omogeneità delle condizioni economiche. La media degli stati membri potrebbe essere accettabile, ma ci sono paesi in forte difficoltà, come il nostro. La deflazione, per esempio, è presente soprattutto nei paesi periferici dove c’è una forte crisi di domanda interna. Guardando UNICAMENTE questi paesi, la BCE dovrebbe intervenire SUBITO. Se però prendiamo questi dati e li mediamo con quelli di Germania & Co, la fotografia che ne deriva è molto diversa.
Un altro esempio. Guardiamo la disoccupazione. Oggi in Eurozona è pari al 12%. E’ un tasso accettabile? E come comportarsi allora per paesi come Spagna e Grecia dove la disoccupazione è superiore al 25%?
Oggi Draghi non ha dato spazio a questi ragionamenti. Della disoccupazione al 12% ha solo accennato in modo molto lato, senza parlarne come un problema vero, visto che la BCE se sarà necessario, interverrà…

… although unemployment in the euro area is stabilising, it remains high, and the necessary balance sheet adjustments in the public and the private sector will continue to weigh on the pace of the economic recovery.
Governments must … continue with product and labour market reforms. These reforms will help to enhance the euro area’s growth potential and reduce the high unemployment rates in many countries. (Mario Draghi)

La Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra, le altre banche centrali, hanno invece focalizzato l’attenzione proprio sulla disoccupazione, dandole la giusta importanza. E se ci ragionate sopra, dal tasso disoccupazione dipende poi tutto: inflazione, consumi, benessere, crescita economica. E occorre anche ammettere che le stesse Boe e FED hanno ottenuto risultati (diciamo così…) buoni, abbattendo il numero dei disoccupati, entrambi in area 7% (6.70% in USA e 7.1% in UK a parità di tassi).

Banche centrali, bilanci, tasso disoccupazione e tassi di riferimento a confronto

Caro Mario Draghi, la scelta di intervenire SOLO all’occorrenza può essere un eccellente escamotage per tenere a bada i mercati e la finanza. Ma le esigenze della finanza non sono sempre quelle dell’economia reale.

E visto che TU stesso parli di maggiore aggregazione tra gli stati membri, non sarebbe giusto dare un segnale che va verso questa direzione e fa qualcosa anche a favore di chi è più debole, permettendo loro di provare a ripartire?
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Danilo DT

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