Il debito è buono. Viva il debito.

Pubblicato 20 Febbraio 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:20

Il nuovo Working Paper del Fondo Monetario Internazionale ribalta le logiche e dice che il troppo debito non obbligatoriamente comporta crescita minore.

Uno dei principali testi, tra i migliori scritti degli ultimi anni, che ci spiegano la storia delle crisi economiche e soprattutto come ci siamo cacciati in un pasticcio da cui difficilmente ne usciremo fuori facilmente, è il libro del duo Reinhart-Rogoff intitolato “Questa volta è diverso”.
Tra i tanti argomenti trattati, si parla di debito aggregato e non solo, e a seguito di una serie di analisi, parte delle quali, occorre ammetterlo, non perfettissime, arrivano alla conclusione secondo la quale il TROPPO debito influisce negativamente sulla crescita economica e sulle prospettive economiche di un sistema economico.
Si parla di tantissimi paesi che nel corso degli anni, hanno avuto un eccessivo ricorso al debito e poi, inesorabilmente sono scoppiati

Non posso certo negarvi che, leggendo il testo, qualche malsano pensiero sul nostro Bel Paese ti viene per forza (è quasi matematico). Ma ora siamo in Eurozona e Draghi, con il suo OMT, ci protegge. Visto come “rovescio della medaglia” siamo schiavi di un sistema economico che ci vincola a certi comportamenti.
Per una volta non parlo di PRO o CONTRO Euro. Un discorso che va avanti da mesi e di cui si è già parlato troppo.
Comunque sia, il concetto di fondo è evidente e assolutamente difendibile: il debito, quando sopra a certi livelli, diventa pericoloso e destabilizzante.
Gli esempi come detto non mancano. Per esempio, lo sapevate che la Francia in 300 anni ha fatto default ben 8 volte? A parte questi fatti di gossip, il testo di Renhart – Rogoff ha ricevuto anche dure critiche.
E recentemente il FMI è uscito con un paper che definirei sorprendente.
Ecco una parte delle conclusioni a cui giunge tale report, scaricabile CLICCANDO QUI. 

Estratto dal Working Paper : Debt and Growth: Is There a Magic Threshold?

In parole povere, il debito non rappresenta un problema, anche se è elevato. Certo, molti risultati sono rivedibili (lo dicono loro!) ma in linea di massima alto debito non comporta per forza minor crescita economica. Non si può perà negare una maggior volatilità della stessa, ma non per questo deve essere inferiore.

Ok, signori, o mi sono totalmente rincretinito oppure al FMI si sono fumati tutta la cannabis del Sud America.

Forse in questi ultimi anni ci sono dinamiche legate al debito che hanno portato crescita. Ma queste dinamiche avevano l’additivo, e questo additivo si chiama POLITICA MONETARIA. Il caso lampante è quello degli USA. Il quantitative easing ha portato benessere e ricchezza artificiosa a tutto il popolo americano. Ma cosa sarebbe sucesso se non fosse intervenuta la FED e se il Governo Federale avesse semplicemente aumentato il debito per coprire la spesa crescente e sempre più ingestibile? E che dire del Margin Debt di cui ho parlato proprio qualche giorno fa?
Ma questi forse sono solo optionals per i signori del FMI.

Piccola nota: due degli autori del Working Paper sono di chiare origini italiche. Saranno forse troppo di parte? Chissà…

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Danilo DT

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