BTP. Spread sotto i 190bp. Euforia giustificata?

19 Febbraio 2014 10:45

Italian Risk Indicator rompe al ribasso, in un clima di grande fiducia sui nostri. Forse troppa. E’giunto il momento di prendere profitto?

Ogni tanto capita un qualcosa che ci riempie di orgoglio. Finalmente dopo mesi di sofferenze, il nostro fantomatico SPREAD, che ha riempito la bocca di tutti, è tornato stabilmente sotto l’area 200 bp. In parole semplici, la differenza tra il rendimento del BTP a 10 anni ed il suo paritetico tedesco (Bund a 10 anni) è tornata ad essere inferiore al 2%.
Tutto questo fotografa una realtà che è invece decisamente distorta.
Il dato potrebbe illustrare un paese che ha recuperato competitività ed ha maggiore solidità finanziaria.
La realtà è davanti ai vostri occhi. Ieri parlavo dei dati su debito e lavoro. Inoltre è innegabile la situazione di stallo a livello politico. L’arrivo di Renzi può essere uno stimolo, come può essere anche la solita minestra riscaldata. Un giovane rampante che poi, forse, porterà nulla di veramente rivoluzionario.

Una cosa è voler fare delle cose, un’altra è riuscire a metterle in opera.
Se poi parliamo della deflazione, dei fallimenti, della recessione, delle imminenti elezioni europee con forti progressi, nei sondaggi, delle fazioni antieuropeiste…
Insomma, di motivazioni per non essere così tranquille ce ne sono tante.

Lo spread dei paesi dell’Euroziona vs Bund stamattina e rendimenti a 10yr

E sull’altro piatto della bilancia cosa abbiamo? Abbiamo lui, Mario Draghi e il suo progetto virtuale chiamato OMT. Virtuale in quanto resta sulla carta ma non è mai stato creato.
Al momento i “verba volant” della Bce sono più che sufficienti per rassicurare i mercati. Senza poi dimenticare i flussi in arrivo dalle economie emergenti, denari che escono dai bond turchi, messicani, brasiliani e cosi via, che arrivano in Europa in tutti quei paesi che hanno ancora un po’ di premio di rendimento verso il Bund.

Inutile dirlo. C’è un’euforia sui nostri BTP che non è proprio giustificabile. O se preferite, se dovessimo mettere su un tavolo i motivi che oggi rappresentano un rischio e quelli che invece rappresentano delle opportunità, le seconde sarebbero in drastica minoranza.

Un ultima cosa. Ho creato, come sapete, un indicatore che si chiama “Italian Risk Indicator” che serve per tastare il polso ai nostri titoli di stato.
Bene, ieri abbiamo forato l’area 3 al ribasso.
Un alert che suona molto chiaro. Forse è giunta l’ora di cominciare a valutare seriamente dei take profit sul debito pubblico italiano.

Italian Risk Indicator

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Danilo DT

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