Lavoro, credito e immobiliare: la realtà si commenta da sè

Pubblicato 18 Febbraio 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:21

No, vi prego, non allarmatevi più di tanto. Il peggio è alle spalle e quanto vi faccio vedere è assolutamente un grafico inutile che non serve a nulla.

Cosa può contare, in un sistema economico, una disoccupazione che in molti paesi dell’Eurozona è “galoppante”? Riprendetevi il mio post di ieri sull’argomento. I numeri sono numeri, le tendenze sono la fotografia della realtà e come si è costruita nel passato e possono aiutare nelle proiezioni future.

Ed è difficile poter contestare la realtà.
Chi mi segue da più tempo, sa benissimo che due miei pallini sono lavoro (tasso disoccupazione, occupazione, sottoccupazione ecc) ed immobiliare.
Se il lavoro, come detto sopra, non va affatto bene in Italia ed in tanti altri paesi in Eurozona (con conseguenze sociali che saranno traumatiche), l’immobiliare non sta certo facendo cose straordinarie e continua a vivere in una crisi che al momento non vede inversione.

Il centro studi di Tecnocasa ha realizzato uno studio sul valore degli immobili e sul loro deprezzamento a partire dal 2008, anno in cui la crisi economica e finanziaria ha iniziato a mostrarsi pesantemente anche nel settore. I risultati sono particolarmente allarmanti: dal 2008 le abitazioni del Sud Italia hanno perso il 22,3%, quelle del Centro il 19,9% e quelle del Nord il 19,4%.
Nel 2008 la diminuzione dei prezzi è stata uniforme tra Nord e Sud. Il centro ha accusato un calo più sensibile. Nel primo semestre del 2008 per la prima volta iniziano a diminuire i prezzi anche al Sud.
Nelle altre realtà geografiche la contrazione era già iniziata nel 2007, anno che segna l’inversione del trend di crescita iniziato nel 1998. Le compravendite passano da 806 mila a 687 mila (-15%). (Source) 

Come ci ricorda il sito AIUTOMUTUO  che potete leggere sempre sulle pagine del network di Finanza.com, le sofferenze bancarie continuano ad aumentare, nonostante gli impieghi siano ancora in calo. Il tasso di crescita dei crediti in sofferenza si è attestato, nel mese di dicembre, al +24,6% rispetto al +22,7% del mese precedente. Si tratta di un nuovo record. A dicembre 2013, ultimo dato analizzato dal bollettino, le sofferenze bancarie hanno superato i 155 miliardi di euro (155,852). Nello specifico, le sofferenze attribuite alle famiglie consumatrici, le rate non pagate, sfondano definitivamente quota 32 mld. La maggior parte di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (103 mld). Superano il tetto dei 2 mld, poi, le sofferenze della p.a., delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie.

Un mercato del credito che continua ad essere molto in crisi. E questo è innegabile. Sempre maggiori sofferenze malgrado la frenata dei finanziamenti bancari che quindi, ovviamente, presteranno sempre meno. Anche perché la situazione dei fallimenti societari è impressionante ed è altrettanto impressionante il numero dei crediti in difficoltà proprio nel settore immobiliare. Inutile farsi illusioni. Qui la situazione continua ad essere MOLTO critica.

Unica speranza (vediamo positivo per una volta?) è che tutto questo è la fotografia del passato. Riusciranno i progetti di Renzi, un’eventuale politica monetaria più espansiva della BCE ed una certa flessibilità della UE verso l’Italia (per favorire la crescita) a cambiare le carte in tavola?
Ops… è utopia quanto scritto sopra?

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Danilo DT

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