Più credito alle imprese? Ma per favore. Aumentano le sofferenze e i dati Bankitalia dicono il contrario

In questa fase economica come l’Italia ha avuto una leggera accelerazione ma non per meriti suoi, ma per una congiuntura che dal punto di vista internazionale sta migliorando (bene le esportazioni), molti vedono il momento come il segnale dell’uscita dalla crisi.
La luce in fondo al tunnel. Ma non preoccupatevi, quella luce è probabilmente il treno della crisi che ci sta venendo addosso.
E quando Ghizzoni, AD di Unicredit dice queste parole, mi viene un po’ da ridere, ma anche un po’ di tristezza. Un sistema ottuso che cerca di regalare ottimismo al sistema. Peccato che mancando le basi strutturali, qualsiasi iniziativa rischia di rivelarsi un fallimento. Ma ecco Ghizzoni:
(ANSA) – GENOVA, 10 FEB – Unicredit vede il 2014 come l’anno nel quale “finalmente si ricomincia a parlare di crescita di ricavi e di credito”. Lo ha detto Federico Ghizzoni, a.d dell’istituto di credito, al termine di un incontro con gli imprenditori liguri. “L’erogato 2014 sarà sicuramente superiore a quello del 2013 nel settore imprese ma anche in quello delle famiglie”, ha sottolineato affermando che si tratta di uno “sforzo che la banca sta facendo avendo capitale e liquidita’”.
Ma certo, le banche si stanno sforzando. Non ho dubbi. Infatti i dati in uscita dicono proprio questo. Il recentissimo bollettino di Bankitalia ci dice ben altro. Eccovi una sintesi. Il tasso di crescita delle sofferenze è risultato pari al 24,6 % su base annua, in accelerazione rispetto al 22,7 % di novembre.
I prestiti al settore privato hanno registrato invece una contrazione su base annua del 3,8 %, in rallentamento rispetto al -4,3 per cento del mese precedente. Quindi in parziale miglioramento ma sempre negativi su base annua. Invece i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,2 %; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 5,3 % (-6,0 % a novembre).
Grafico prestiti banche italiane
In qualche settore si registra un leggero migliroamento, ma da qui a dire che si sta facendo qualcosa per il credito ce ne passa. Anche perché c’è l’analisi opposta, ovvero quella della raccolta, che ci dice che le banche raccolgono sempre meno denaro proprio perché non investono. A dicembre il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è risultato pari al +2,3 %, scendendo considerevolmente dal +6,1 % registrato a novembre. Ma il peggio si vede dalla raccolta delle obbligazioni. Malgrado un mercato molto favorevole, dove si sarebbe assorbito anche un bond perpetual indicizzato alla solvibilità dell’Argentina, le banche hanno rinunciato all’emissione di bond. Proprio perché non hanno intenzione di investire. Emissioni a -8,3 % su base annua. Quindi bond emessi SOLO in caso di estrema necessità.
La raccolta delle banche italiane
I tassi sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,80 %; quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,69 %. Insomma, tassi stabili e credito al consumo leggermente meglio. Si investe meno e si investe meglio?
Tassi su finanziamenti banche
E chiudiamo coi tassi sulla raccolta. Il grafico parla chiaro, i tassi tendono a scendere a livello dei tassi dei titoli di stato. Come mai? Le banche non hanno bisogno di soldi, il mercato ha fame di rendimenti e c’è liquidità in abbondanza, non c’è tensione sull’interbancario e quindi gli istituti di credito non hanno particolari esigenze e e quindi ne approfittano e non remunerano la raccolta.
Tassi sulla raccolta
Quindi meglio sarebbe dire che le banche stanno cambiando pelle, cercheranno di fare business coi servizi, rincarando le commissioni (evviva) e facendo sempre meno le banche. Peccato che poi la finanza, in questo 2014, non darà molto spazio ai portafogli di proprietà per sontuose rivalutazioni. E quindi…si tornerà progressivamente a prestare denaro? Presto per dirlo. Certo è che con questa congiuntura è molto difficile. Infatti le sofferenze sono ancora salite.
Boom delle sofferenze e impieghi ancora in calo, sebbene meno pronunciato, a dicembre. Sono questi i principali dati sul settore bancario comunicati dalla Banca d’Italia, in un momento particolare nel quale da più parti prende forma l’idea di costituire una “bad bank” nella quale far appunto confluire i crediti difficili degli istituti, per poi aprirla ad altri investitori. In particolare, il tasso di crescita sui dodici mesi dellesofferenze è risultato pari al 24,6 per cento, in accelerazione rispetto al 22,7 per cento di novembre. Le sofferenze bancarie hanno così superato quota 150 miliardi e sono arrivate a 155,852 miliardi di euro. (Repubblica)
Sofferenze in aumento, e banche più disponibili a prestare. No, caro Ghizzoni, non ci prendere in giro…
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