BEFORE MEETING BCE: non ci si aspetta nulla da Draghi. E quindi massima allerta.

4 Dicembre 2014 12:00

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Ennesimo Meeting BCE da cui avremmo ben poco da attenderci. Quantomeno sulla carta.
Mario Draghi ha già espresso in lungo e in largo quali sono le sue intenzioni anche su l’ipotesi di Quantitative Easing. Una forward guidance molto chiara che talvolta sembra in totale contrasto con le idee della Germania e altre volte sembra parzialmente condivisa da Berlino, da sempre “costretta” anche per motivi politici a non esprimersi mai in modo eccessivamente entusiastico, con una funzione quasi di “bilanciamento” ma in chiara fase di ammorbidimento.

Inutile dire che non ci aspettiamo novità sui tassi, ma sarà molto interessante, come sempre, poter leggere tra le righe del discorso di Draghi e carpire (grazie anche alle punzecchianti domande dei giornalisti) qualcosa in più sulle sue intenzioni.
Anche se, come detto, ormai mi sembra abbastanza chiara la strategia di Super Mario della BCE.

Il Quantitative Easing è ormai più che un’ipotesi (restano le perplessità sulla sua efficacia) ma tutto girerà attorno a due fattori: l’inflazione (2% è il target ormai irrangiungibile nel breve) e la crescita economica.

Aspettative di Inflazione in Eurozona

aspettative-inflazione-eurozona

draghi-bazooka-qeSe questi due fattori non danno chiari segnali di ripresa, Mario Draghi giocherà le ultime carte e sparerà le cannonate del QE.
Nel frattempo lui ci ricorderà che abbiamo gli acquisti su ABS, Covered Bonds, abbiamo a breve un nuovo TLTRO (che andrà sicuramente meglio della precedente asta) e che quindi, prima del QE, la BCE userà altre armi espansive che NON colpiranno direttamente i governativi dell’Eurozona.
Senza poi dimenticare che gli stessi governativi potrebbero anche MAI essere toccati (decidere cosa e come comprare sarà un problema pauroso) ed è per questo che noi continuiamo a credere che il QE, alla fine, non arriverà, soprattutto se le condizioni macro si stabilizzano e se il cross EUR USD continuerà nella sua corsaverso il rafforzamento del Dollaro USA.

«Una valutazione dei costi e dei benefici, delle opportunità e dei rischi di un’ampio programma di bond governativi non dà un risultato positivo», ha detto Sabine Lautenschläger, componente del board della Bce ed ex vicepresidente della Bundesbank, e giurista, che ha citato «un serio problema di incentivi», senza elaborare molto questo punto, ma ha ricordato che «gli interessi a lungo termine sui titoli di Stato italiani e spagnoli, per esempio, sono già più bassi di quelli degli Stati Uniti e della Gran Bretagna ed è dunque discutibile se dovremmo deprimere i tassi anche di più». (IS24H)

Il Wall Street Journal ci parla però di 5 elementi da tenere in considerazioni, nel discorso che farà Draghi. Sono 5 elementi banali che per forza di cose verranno tirati in causa:

1) quando il QE? Se Draghi tornerà a citare l’urgenza di protare l’inflaizone al 2% quanto prima per evitare qualsiasi rischi deflattivo, allora questo potrebbe essere un segnale che Draghi mira al QE addirittura nel primo trimestre del 2015

2) il QE su cosa? Se esplicitamente farà menzione alla volonta di comprare bond governativi, allora significa che il QE è veramente probabile nei prossimi mesi

3) Il QE con quale maggioranza? E se poi Draghi dirà che basterà una maggioranza semplice per votare l’ok al QE, allora sarebbe un segnale fortissimo che la Germania potrebbe essere messa all’angolo. Con quello che ne potrebbe derivare.

4) Inflazione: come detto le stime sul CPI europeo saranno fondamentali, in particolar modo a riguardo dell’inflazione core. (per la cronaca l’inflazione core è non tiene conto dei beni che presentano una forte volatilità di prezzo: in particolare quelli dell’energia e quelli alimentari. Capite che in questo periodo la CORE ha un andamento molto condizionato dall’assenza nell’indice stesso del petrolio). Certo è che l’inflazione è prevista ancora in discesa…

5) Petrolio: certo, ci mette a rischio deflazione (non quella core) ma aumenta anche il potere di acquisto delle famiglie (anche se come spiegato qui in modo relativo). Intanto però un suo commento a riguardo potrebbe lasciare tra le righe qualche messaggio sul QE.

Avrete quindi capito che in realtà non ci si aspettano vere rivoluzioni copernicane. Però proprio pechè nessuno si aspetta nulla, potrebbe diventare molto importante una qualche frase o nuovo concetto illustrato da Draghi che poi il mercato andrebbe subito a tradurre in vendite o acquisti. Meglio stare con le orecchi ben dritte.

STAY TUNED!

Danilo DT

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