EURO ai minimi: un ritorno a giugno 2012. E Draghi ammette limiti ed errori.
L’Euro ha continuato ad accelerare il suo rally ribassista. O forse sarebbe meglio dire: il Dollaro USA ha continuato il suo exploit rialzista, visto che il Dollar Index continua a correre. A buttare benzina sul fuoco ha anche contribuito Mario Draghi il quale sul giornale tedesco Handelsblatt dice (in corsivo i suoi messaggi, tra parentesi i miei pareri):
“Difficile dire quanto spenderemo in QE” (quindi ormai è dato per scontato)
“Il rischio che la BCE non rispetti il mandato sulla stabilità dei prezzi (leggasi inflazione, ndr) è più alto di quanto non fosse sei mesi fa “ (la situazione gli sta scappando di mano?)
Inflazione attesa: continua il declino
“Stiamo preparando le iniziative per modificare le dimensioni, la velocità e la composizione delle nostre misure di politica monetaria ad inizio del 2015, qualora fosse necessario, per reagire al lungo periodo di bassa inflazione. C’è unanimità in seno al Consiglio direttivo della BCE su questa tematica “ (ma i tedeschi erano assenti per malattia?)
“Deflazione? Il rischio non può essere del tutto escluso, ma è limitato, E “ancora” dobbiamo agire contro tale rischio “ (ammissione della colpa. Quindi impossibile epr Draghi negare l’evidenza di un’imminente deflazione in Eurozona)
“La storia insegna: prezzi troppo bassi mettono a rischio prosperità economica della comunità proprio come un’inflazione troppo alta” (i dati parlano chiarissimo: e allora PERCHE’ si è intervenuti in modo TARDIVO?)
“I tassi di interesse saranno molto, molto bassi per un lungo periodo di tempo” (si riprende lo stile FED: gli effetti saranno gli stessi? Intanto oggi tassi bassi sono una NECESSITA’ anche esposizione al debito di molti paesi dell’Eurozona)
“La moderata ripresa economica continua in modo fragile ed irregolare” (tradotto: di ripresa STRUTTURALE e non indotta da fattori esogeni come petrolio o valutario, nemmeno l’ombra)
“Le riforme strutturali importanti – lavoro più flessibile, meno burocrazia, meno tasse – vengono fatte troppo lentamente “ (siamo alle solite: anche se il discorso è corretto, ma la Germania cosa sta facendo in questa direzione per una Eurozona “migliore”?)
“E’ molto chiaro che la nostra politica monetaria sarebbe più efficace con l’attuazione da parte dei governi delle giuste riforme strutturali” (quindi trovato il capro espiatorio da una parte, ma anche ammesso il fatto che il rischio di insuccesso del Quantitative Easing è evidente. Ma Draghi, è chiaro, non sa più che pesci pigliare e quindi si trova “costretto” a dover fare qualcosa di più, rischiando. Ma in modo tardivo).
Ah dimenticavo, dice anche che non esiste un piano “B” e che l’Eurozona non si potrà sfaldare.
I mercati azionari reagiscono bene. Proprio come nella tradizione USA vista con il QE: più aumentano i rischi, più si avvicina l’intervento della Banca centrale a sostegno e quindi più salgono le borse.
Intanto la “voglia di Euro” continua ad essere protagonista. Alla mezzanotte del 31 dicembre un altro paese si aggiunge al club della Moneta Unica. E’ la Lituania. Il peso di questo paese baltico è risibile e quindi non possiamo certo dare a questa “new entry” la giustificazione del rally del Dollaro USA di queste ultime ore.
Intanto un occhio al cross EURUSD. Che dite? Target di medio raggiunto.
Grafico EURUSD
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