BCE, STRESS TEST, DEFLAZIONE e l’impossibile scenario.

14 Gennaio 2015 09:28

debt-deflation

Il fatto che l’Europa sia finita in quello spirale che si chiama “debt deflation” è ormai noto da tempo. Anche se i grandi dell’Europa hanno voluto negare anche l’evidenza, oggi non possono più certo non ammettere errori di valutazione quasi imbarazzanti.
Questo grafico ormai è una sentenza.

Stime Eurozona Inflazione

ATTESE-INFLAZIONE-EUROZONA

Notate quel simpatico gap tra la linea del target inflazione BCE e il livello di inflazione previsto.
E poi ovviamente notate il fatto che siamo in deflazione. Ma questo scenario, ne abbiamo la certezza, in BCE non se lo aspettava nessuno e noi, poveri blogger da quattro soldi (tiro in mezzo anche l’amico Andrea Mazzalai che spesso in questo ambito si è trovato a combattere contro i mulini a vento) predicavamo nel deserto.
Proprio ieri un amico lettore mi ha riportato alla mente una dichiarazione di Victor Costancio (thanks to Ob1knoB) che, leggendola adesso, fa venire quasi i brividi.

(Reuters) – punto di riferimento di salute della Banca centrale europea di 130 istituti di credito più grandi della zona euro non ha preso in considerazione possibile deflazione, BCE vicepresidente Victor Constancio ha detto Domenica.
“Lo scenario di deflazione non c’è (nello scenario di stress test), perché non riteniamo che la deflazione sta per accadere”, ha detto ai giornalisti.

(Reuters)  – Lo stress test che misura lo stato di salute di 130 istituti di credito dell’Eurozona non ha preso in considerazione il possibile scenario di deflazione, come dichiarato dal vicepresidente della BCE, Victor Constancio.
“Lo scenario deflattivo non c’è (nello scenario di stress test), perché non riteniamo che la deflazione possa accadere”, ha detto ai giornalisti.

Bene, se allora queste parole (parliamo di fine ottobre 2014) ci facevano un po’ paura da una parte e ci mettevano all’angolo dall’altra (in quanto in pieno contrasto cl nostro pensiero), oggi suonano come una vera condanna.

In altri termini, visto che gli stress test non tenevano in considerazione la deflazione, e visto che oggi SIAMO in deflazione, a cosa sono serviti gli stress test? E soprattutto, come reagirà il sisteman bancario dell’Eurozona all’ “imprevisto” scenario deflattivo? E ancora, quando è quindi “sicuro” il sistema bancario visto che gli stress test erano palesemente farlocchi? E per assurdo il nostro Visco ha persino fatto bella figura. Infatti successivamente ha dichiarato:

La deflazione spaventa il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. In un’audizione alla Camera sull’Unione bancaria e il credito all’economia, il numero uno di via Nazionale ha tenuto a precisare che “non siamo in una situazione di deflazione, ma i rischi non possono essere più ignorati” e che “la dinamica dei prezzi al consumo resta pericolosamente debole, contribuendo a rendere più difficile la ripresa dell’economia e del credito”.

Ecco perché la BCE dovrà farsi avanti se le cose dovessero peggiorare […] (Mess) 

E la BCE qualcosa ha fatto e molto recentemente. Ora quindi capite il motivo della contromossa della BCE dei giorni scorsi:

Requisiti patrimoniali più stringenti per le banche che hanno un profilo di rischio elevato. E’ questa l’indicazione che emerge a valle dell’anticipazione de Il Sole 24 Ore che ha rilevato che Francoforte ha avanzato la richiesta di alzare l’asticella del coefficiente di solidità patrimoniale (Cet 1) di alcuni istituti italiani, tra cui il Montepaschi di Siena, alla luce dei risultati emersi dal Comprehensive assessment. (GoN)

Hanno aumentato i requisiti di patrimonializzazione non a caso, una sorta di “colpo a sorpresa” dovuto a scenari non previsti. Ma quante cose, a questo punto, sono “non previste” e rappresentano delle mine vaganti? E sopratutto, quanto il mercato e le banche saranno pronte a queste nuove misure decise dalla BCE? Gli adeguamenti verranno fatti “ad impatto zero”?  Domande tutte a difficile risposta. Intanto speriamo che non accada questo…

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STAY TUNED!

Danilo DT

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