La BCE e i bond con rendimento negativo. Limiti e spazi di operatività
Fino a dove possono arrivare le obbligazioni dell’Eurozona? Qual è il prezzo massimo a cui Mario Draghi potrà comprare i Bund a 10yr con il quantitative easing europeo? Quali margini di rivalutazione ci sono per i bond periferici?
Le strategie della Banca Centrale Europea, comunicate nel meeting BCE di Nicosia (Cipro) sono già state spiegate nel post di ieri dedicato appunto al quantitative easing europeo.
Nulla di veramente rivoluzionario, ma è stata l’occasione per mettere in chiaro alcuni aspetti che erano in dubbio. Per maggiori dettagli (e per non essere troppo noioso e ripetitivo) vi rimando al post dedicato.
Vorrei però focalizzarmi su un aspetto secondo me molto importante che merita la massima attenzione. Mi riferisco a questo particolare aspetto discusso ieri.
Draghi ha anticipato che la Bce non potrà acquistare titoli che abbiano un rendimento negativo inferiore al -0,2% fissato dalla stessa Banca centrale come tasso dei depositi: un’operazione a somma zero per l’Eurotower. “Si è trattato di una delle precisazioni più attese dal mercato”, commenta a caldo Gabriele Minotti, coordinatore area mercati del Credem. “E’ un obiettivo aggressivo, che ha subito generato la reazione dei mercati obbligazionari, e che dà un’indicazione sul potenziale apprezzamento ancora rimasto alle obbligazioni governative”. (Source)
Quindi le banche centrali (non dimentichiamo infatti che gli acquisti saranno effettuati per la maggior parte NON dalla BCE ma dalle singole banche centrali) potranno comprare SOLO titoli con rendimento superiore al tasso dei depositi che è pari al -0.20%.
Panoramica dei tassi BCE
Lo so che sembra un assurdo, però questo paletto è stato necessario in quanto sono tantissimi i titoli che già oggi hanno un rendimento negativo.
Il club dei bond con rendimento negativo
E la cosa curiosa ma importante è rendersi conto che oggi, in Eurozona, già il 33% e ripeto il 33% dei bond governativi in circolazione hanno rendimento negativo. Il che significa che la fetta di potenziali obbligazioni acquisibili dalla BCE si limita di non poco.
Prendiamo però le indicazioni di Draghi e gli attuali tassi di mercato. Senza volerlo, o forse era una cosa voluta, chissà, la BCE ci dà delle indicazioni molto chiare su dove potrebbero finire per esempio i titoli oggi più importanti in Eurozona, i veri benchmark, ovvero il Bund a 10 anni.
Grafico Bund 10yr, vero benchmark tra i bond dell’Eurozona
Come vedete ieri sera quotava a 101.57. Cosa ho provato a fare? Semplicemente a capire quale sarebbe il prezzo a cui dovrebbe arrivare per raggiungere la soglia pari al tasso del -0.20%. Il risultato è decisamente interessante in quanto ci dà lo spazio esatto di potenziale rivalutazione del bund nei prossimi 18-24 mesi. Un potenziale che però no è scritto nel Vangelo e che dipenderà da tantissimi fattori: mercato, sentiment e anche inflazione.
Da questo mio calcolo, effettuato con l’aiuto di Bloomberg, il risultato è il seguente:
Come vedete, per assurdo, il bund 10yr ha ancora un bel po’ di spazio. Può arrivare fino al folle prezzo di 107. Rapportate questo potenziale di rivalutazione anche su altri titoli, compresi i periferici. Otterrete tre risultati:
1) Lo spazio di rivalutazione per molti bond dell’Eurozona è ancora “assurdamente” notevole
2) Si potrebbe generare un effetto “rarità” che costringe la Bce a comprare molti titoli con rendimenti veramente minimi.
3) Per i titoli che, a causa di un rendimento inferiore al -0.2%, sono tagliati fuori, potrebbero essere ripresi in considerazione solo con un ulteriore taglio dei tassi di interesse (il che aggiungerebbe dell’incredibile ad un panorama già folle)
Come potete vedere, non c’è veramente limite all’assurdo e quanto può teoricamente capitare entrerà di sicuro nei libri di storia, ma rappresenterà anche uno scenario che ha, per forza, anche il suo rovescio della medaglia. Intanto qui sotto una slide sugli effetti “benefici” che ne covrebbero derivare.
Riproduzione riservata
STAY TUNED!


