NO WAY OUT: quando non c’è alternativa al debito
E’ abbastanza normale trovarsi in questo periodo con gli interessi pagati da nuove emissioni di debito pubblico, molto vicini allo zero. I motivi sono tantissimi. Uno di questi è molto importante ma non è risaltato dalla cronaca quaotidiana. Certo, si parla molto spesso della spasmodica ricerca della crescita economica, ma non dimentichamo MAI che siamo nella cosiddetta ERA DEL DEBITO.
Il grafico che vi ho proposto settimana scorsa in un post un pochino più frivolo,denunciava comunque una situazione debitoria a livello globale molto preoccupante.
Immaginatevi voi, ora se su questo debito ci fossero dei tassi di interesse importanti.
Diciamo piuttosto che per un periodo di tempo mediamente lungo, si farà il POSSIBILE per tenere i tassi ai minimi, dando la possibilità di “rollare” le varie scadenze di debito ad interessi bassissimi. E poi, quando il costo del debito sarà quantomeno sostenibile, sarà meno traumatico un rialzo dei tassi, magari conseguenza di un tasso inflazione che, col tempo, eroderà un po’ di questo debito.
Questa dovrebbe essere, secondo me, la logica. Poi però bisogna confrontarsi con la realtà.
Recentemente ho avuto modo di leggere alcuni report decisamente preoccupanti proprio sulla tendenza del debito aggregato. Non facciamo distinzioni, in questa sede, di debito pubblico o privato in un paese. Sempre di debito si tratta e si parla sempre e comunque il livello di indebitamento di un sistema economico. Poi, come dice un amico lettore, il debito aggregato è sempre discutibile nella forma e negli importi (giusto JL?). In questo caso, le fonti sembrano abbastanza affidabili (Haver, FMI, BIS e altri) e quindi le prendiamo per buone. E se anche non fossero giuste al millesimo poco importa. E’ il concetto che conta.
Anzi, usando proprio come fonte il BIS, ecco il dato di debito aggregato che ne deriva sia prendendo in esame il pianeta Terra…
e più nello specifico eccovi i dati di debito aggregato sull’Europa.
Chi lo pagherà tutto questo debito? Questo non lo so. Ma è altrettanto vero che un debito pubblico, oppure un debito aggregato elevato non deve essere per forza sinonimo di DEFAULT: Un debito deve essere sostenibile (a livello di interessi) con un occhio attento al deficit pubblico il quale è la causa, per gli stati, di un aumento del debito che può portare la situazione a diventare “out of control”.
Quello che occorrerebbe augurarsi quindi è che il mondo, che sta affogando nel debito (ma quante volte ve l’ho detto in questi anni?) possa magari “rivedere la luce” nel corso del tempo, o male che vada, torvarsi almeno con una stabilizzazione di questo rapporto tra debito aggregato e PIL
Ecco, vi lascio questo grafico da meditazione, perfetto in una giornata cupa come il Giovedì della Settimana Santa.
Se non cambia l’andazzo, ci troveremo in buona sostanza con un rapporto debito aggregato/PIL pari al 700% per molti stati “core” (Italia prevista all’800%) Immaginatevi ora COME può essere sostenibile un deibio di questa dimensioni, per bassi che siano i tassi di interesse. E che si farà? Si alzeranno ancora le tasse? Non basterà di certo e gli effette sarebbero dlelteri proprio sul PIL.Ok, mi arrendo, questa volta il gioco si fa troppo pesante. Lascio al vostro pensiero la possibilità di esprimersi e di trovare delle ipotetiche soluzioni al problema (che non siano le ovvie potenziali ristrutturazioni di debito)
STAY TUNED!
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