FERMI TUTTI! La Germania vuole la Grecia Fuori dall’Euro
Lo scenario GREXIT era stato scartato dal mercato già nelle ultime sedute, dove le borse hanno recuperatola capitalizzazione persa nei giorni precedenti. Ma proprio quando tutto sembrava una formalità, qualcuno rema contro la Grecia e la vuole fuori dall’Euro.
Il buon Trap, in conferenza stampa, sintetizzerebbe il concetto in questo modo: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Se guardiamo agli ultimi giorni di borsa aperta, i mercati ormai erano convinti che il gatto Tsipras fosse nel sacco e che tutto si risolvesse addirittura prima della convocazione dei 28 nella giornata di oggi.
In effetti il piano di Tsipras di cui ho parlato QUI e che è stato oggetto di contestazioni visto che è un progetto molto Troika Friendly, si avvicinava molto a quelle che erano le caratteristiche richieste dalla comunità internazionale.
Ma proprio oggi, a seguito della votazione greca in Parlamento (abbastanza movimentata) che ha approvato il piano, sono arrivati i primi dubbi.
L’Eurogruppo oggi pomeriggio NON ha chiuso la questione ma l’ha rimandata (contro le previsioni) alla riunione allargata di oggi.
Motivo? Il piano non convince, o forse meglio dire…. Non ci si fida della Grecia.
Ma tu guarda… Non si fidano della Grecia. Perché secondo loro il piano che potevano presentare, qualsiasi tipo di piano, può essere credibile? Ovviamente no! Però è altrettanto vero che oggi un Grexit sarebbe troppo traumatico per l’Eurozona e l’Euro stesso. meglio prepararlo con cognizione di causa, permettendo alla Grecia un’uscita più “dolce”.
Ovviamente, come vi ho scritto più volte, salvare le Grecia significa mangiarsi altri soldi e rimandare il problema, visto che NON si può fare quello che è necessario in modo assoluto: ovvero un haircut sul debito.
Però, come dice Schaeuble: “l’haircut non è possibile perché non è previsto dai trattati”. Ma ne siamo proprio così sicuri? O forse ciò che dice Schaeuble significa “opportunismo e convenienza”?
“Sappiamo che un taglio del debito pubblico non è possibile secondo i Trattati europei”. Parola di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze del governo di Angela Merkel. E tanti saluti alla Grecia. Peccato che, se si tratta dei vicini germanofoni dell’Austria, la musica sia completamente diversa.
È stato infatti raggiunto un accordo politico fra il land tedesco della Baviera e la vicina Carinzia per una ristrutturazione da quasi 1,5 miliardi di euro per evitare il fallimento dello Stato federale austriaco.
La notizia l’ha data il quotidiano economico francese La Tribune. Dopo una lunga e controversa vicenda, lo Stato federale della Carinzia e il land tedesco della Baviera hanno trovato un accordo per tagliare di più della metà il debito del primo nei confronti del secondo. La cifra “scontata” sarebbe di 1,45 miliardi di euro, di poco inferiore ai 1,6 miliardi che la Grecia non ha rimborsato entro il 30 giugno scorso al Fondo monetario internazionale, con tutte le conseguenze che ben conosciamo.
La ristrutturazione del debito è diventata inevitabile e dopo settimane di negoziati fra i rispettivi ministeri delle Finanze, Austria e Bavaria sono finalmente giunti a un accordo politico. Secondo La Tribune, l’intesa prevede che la BayernLB accetti di ricevere solo 1,3 miliardi dei 2,75 dovuti. E in Baviera c’è addirittura chi propone di andare oltre e annullare il debito austriaco. Chissà cosa direbbe Tsipras se lo sapesse.
(Source)
Ma che sbadati ce sono i tedeschi, se ne saranno certamente dimenticati.
Oltre che il debito, non dimentichiamo anche un altro punto: il PIL. Se non lo si fa ripartire e anche un po’ in fretta, qualsiasi progetto di ripartenza è farlocco all’origine.
Un tracollo verticale del PIL, e se non si inventa un recupero di produttività, come può la Grecia uscire dal pantano?
Mettetela come volete, la morale è molto semplice: ora i colloqui, malgrado le proposte greche, sono diventati molto difficili per una CRISI di fiducia. La risposta alla crisi di fiducia la propone ancora la Germania con Schaeuble:
Un’uscita “a tempo” di cinque anni della Grecia dall’euro, per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito: sarebbe questa la proposta inviata ai colleghi dell’Eurogruppo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. La rivelazione e’ arrivata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.
Fonti comunitarie hanno confermato l’esistenza di un piano tedesco in questo senso ma fonti del governo greco hanno fatto sapere che l’ipotesi di ‘Grexit’ temporanea non e’ stata affrontata nel corso della riunione dell’Eurogruppo.
Secondo la Faz, il ministro tedesco ha inviato agli altri Paesi dell’area euro una nota con la quale boccia le proposte della Grecia e suggerisce l’uscita a tempo di Atene che rimarrebbe comunque membro Ue e riceverebbe “assistenza umanitaria e tecnica di stimolo per la crescita”. Nel piano Schaeuble ventilerebbe la possibilita’ di un trasferimento di ‘asset’ per 50 miliardi di dollari in un fondo di garanzia da parte di Atene a copertura del debito. (Source)
Credo che questo piano sia realistico come la possibilità che ha la Grecia di restituire i finanziamenti. Secondo me è palese che l’uscita temporanea è un modo per addolcire la pillola ma state pur certi che se la Grecia esce dall’Euro, non ci rientra. E comunque sia è ormai evidente (anche se la Merkel già era stata chiara nei giorni scorsi) che i tedeschi la vogliono FUORI dall’Euro. L’affronto del referendum è stato troppo per Berlino. Per i tedeschi la Grecia DEVE uscire e l’unico modo per farlo è fare il possibile per far bocciare il piano domani dai 28.
Vedremo se l’egemonia teutonica sull’Europa continuerà imperterrita e se l’insuccesso più clamoroso della Troika e della Germania finirà nel peggiore dei modi. Un fallimento totale rispetto all’obbiettivo di ripristinare la solvibilità del Paese ellenico che è stato fortemente voluta proprio dai tedeschi, ristrutturando il debito già qualche anno fa, gestendo però le cose in modo vergognoso e provocando l’innalzamento del rapporto debito /PIL a livelli insostenibili, certamente per un ulteriore aumento del debito ma SOPRATUTTO per il CROLLO del PIL stesso. Grazie austerity tedesca. Grazie di tutto.
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