PIANO TSIPRAS: a conti fatti aveva senso fare il referendum?
Il mondo è proprio strano.
Una settimana fa eravamo tutti col fiato sospeso in attesa di un referendum che avrebbe potenzialmente potuto cambiare la fisionomia, le logiche e gli equilibri dell’Eurozona.
Un referendum che ha portato alla vittoria il NO, un voto contro l’austerity e le imposizioni della comunità internazionale che abbiamo sempre continuato a chiamare Troika anche se questo nome, per i greci, è diventato un tabù.
Quindi sarebbe stato logico ritrovarsi a discutere, oggi, un piano decisamente più a favore della Grecia, visto che il popolo di Atene ha chiaramente espresso il suo parere.
Ed invece no.
Prima Tsipras, assieme al suo dimissionario Varoufakis, spinge la popolazione a votare NO, per il bene del paese e per garantire un futuro alla Grecia, sottolineando però che non si tratta di un referendum “anti Euro”, ma “anti austerity”.
Poi però, dopo aver tutelato al SUA figura politica (forte della vittoria referendaria) se ne esce con un piano, presentato ieri sera, costruito e modellato non in autonomia ma in “concerto” con alcune istituzioni europee (al fine di fare un “bel lavoro” difficilmente bocciabile) che, a conti fatti, è addirittura peggiore di quella che i greci hanno bocciato.
Fatevi due conti.
La proposta Juncker valeva 8 miliardi di Euro. Quella di Tsipras ne vale 12 miliardi.
Il ragionamento di fondo non cambia, la Grecia è fallita e resterà con una situazione molto complessa e per certi versi irrecuperabile, se non passando da mosse molto invasive sul debito. Però è decisamente incoerente (a rigor di logica) ritrovarsi con un progetto peggiore (per la Grecia) di quello proposto dalla comunità finanziaria. Cosa è stato chiseto in cambio da Tsipras, oltre che l’ennesima fiducia, anche un prestito di 53 miliardi di Euro in 3 anni.
Se poi volete entrare nei dettagli della proposta Tsipras, cliccate QUI e leggerete voi stessi.
Manca solo l’autorizzazione del parlamento Greco e poi il piano potrà essere vagliato dal consiglio Europeo dei 28 in programma domenica, un consiglio che diventa quasi una formalità se guardiamo i numeri ma che può riservare sorprese nel caso in cui la “fiducia” sulla Grecia venga bocciata da personaggi come la Merkel che, come visto in questo post, ormai sta facendo “muro” nei confronti di Atene.
Mi domando solo come i cittadini greci potranno essere soddisfatti di questo esito.
Tecnicamente possiamo dire che sono stati presi in giro, e noi italiani, considerati “euro-periferici”, dobbiamo prendere nota. Per il futuro. Ancora una volta non ha vinto la democrazia ma la manipolazione politica.
Quindi una settimana fa si poteva evitare un referendum, che poi ha portato per i greci un piano peggiore. Ma come rovescio della medaglia, se avese vinto il SI, ci sarebbe stato un terremoto politico in Grecia.
Ai posteri l’ardua sentenza cari amici. Intanto “godiamoci” l’euforia sui mercati. Ma non dimentichiamo mai che è stata messa una toppa ad un problema (come è stata messa una toppa al pericolosissimo bubbone cinese) e che il futuro potrebbe ancora riservare molte incertezze.
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