E ORA CHE SUCCEDE?
Contro i pronostici e le previsioni, il cosiddetto GREFERENDUM, il referendum greco per l’accettazione del piano di austerity della Troika, ha avuto un esito che, giustamente, lo stesso Tsipras ha definito “coraggioso”.
Ha vinto il NO, ha vinto l’orgoglio greco, ha vinto la Grecia che non ci stava.
Ora però che succederà?
Nella settimana scorsa abbiamo trattato la vicenda greca cercando di illustrare i vari scenari che potevano derivare dalla vittoria del SI o del NO.
In realtà, poi, tutto deve essere rivisto.
A dire il vero, già fin nel momento in cui Tsipras, dopo aver annunciato il referendum, ha chiesto dei nuovi colloqui che la Germania ha negato (nella speranza di far saltare politicamente Tsipras) mi è sorto il dubbio che probabilmente il referendum rischiava di essere una pagliacciata.
La conferma è arrivata ieri sera quando Tsipras, in un discorso rivolto a tutta la nazione, ha ribadito quello che io considero il “concetto chiave”.
#TSIPRAS: “non era un #referendum per arrivare a #Grexit ma per avere Europa diversa” Avete capito bene? #RILEGGERE #greekreferendum
— Danilo DT (@intermarketblog) July 5, 2015
Avete letto bene? Il referendum non era, come molti dicevano, il primo passo verso il Grexit. Almeno non nelle intenzioni di Tsipras che NON vuole uscire dall’Euro. E probabilmente, quando ha capito che la posta in gioco era troppo alta, ha chiesto di ritrattare, ma la Merkel ha detto NEIN.
Voi direte: “molto bene, quindi visto che la Troika NON vuole Grexit, e Tsipras NON vuole Grexit, che problema c’è? Si troverà un accordo”.
In effetti bisogna sperare che sia così. Peccato che c’è un problemino e quel problemino si chiama LIQUIDITA’.
Le banche greche sono a secco, l’ELA della BCE, più volte integrato, ha raggiunto il massimo livello consentito. O si alza ulteriormente il tetto dell’ELA, con nuovi soldi, oppure le banche saranno senza contanti.
Il rischio, quindi, è che la Grecia si ritrovi a dover trovare delle “alternative” all’Euro per soddisfare nel breve le esigenze brucianti della popolazione: pagamenti di stipendi, pensioni, prelievi ecc.
Ricordate questo post su come si potrebbe tornare alla NUOVA DRACMA? Se non lo avete ancora leggo, buttateci un occhio.
Ora, la domanda che occorre fare non è se la Grecia ora esce dall’Euro, ma: CHE COSA FARA’ la BCE?
La vittoria dei NO, quindi, come VERO effetto immediato, ha quello di gettare la Grecia in una situazione d incertezza da cui non è chiaro come si possa uscire.
Ovviamente ora l’Eurozona è ben cosciente che la popolazione greca ha delle idee chiare che devono per forza essere considerate diversamente.
Inoltre questa votazione deve essere il preludio ad una Nuova Eurozona (CLICCA QUI).
Però è chiaro che se non si trova in modo ULTRARAPIDO un punto di incontro, si va verso ad una fase di caos.
I mercati, sapete, quali tipi di reazioni potrebbero avere.
Una conseguenza immediata, come detto, è la crisi di liquidiità delle banche greche. Poi, possiamo solo aspettarci uno spread più alto ed un rallentamento economico non solo europeo, ma anche globale.
E proprio a questo proposito leggo ora una nota di BNP Paribas:
“il primo rialzo dei tassi FED, a seguito della votazione in Grecia, è previsto non più a settembre bensi a dicembre”.
Come un piccolo stato rappresenta un grande problema politico con forte effetto contagio a livello economico. Senza poi dimenticare che, comunque fosse andato il referendum, Atene si ritroverà davanti ad un periodo MOLTO difficile.

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