#GREFERENDUM: comunque vada, il disastro è assicurato
Tutti in attesa dell’esito del referendum della Grecia che alla fine decreterà la permanenza o meno di Atene all’interno dell’Eurozona. Ma alla fine, siamo così sicuri che un SI o un NO cambi veramente così le cose. La frittata è già stata fatta, molto tempo fa… Citofonare Merket (tanto per iniziale) e ancor prima i dafi falsi della Grecia per entrare in Eurozona. [Weekly Rewind]
Le mie ferie proseguono condizionate da questa calura che tende a soffocarti la gola.
Una sensazione che molti greci avranno avuto modo di percepire non tanto per motivi climatici ma soprattutto per la nota questione del Greferendum. Non si parla di altro. Ognuno dice la sua, giustificando in modo più o meno difendibile il proprio punto di vista.
Anche qui su I&M, malgrado il mio “servizio part time”, ci sono state delle disucssioni sull’argomento veramente interessanti, sempre con commenti conditi di link giustificativi ed analisi approfondite.
Ecco il perché di questo post (che non era previsto in agenda). Il blog, cari commentatori, è anche vostro e i tavoli di discussione che si formano meritano di essere letti e considerati anche da chi ancora non ci conosce.
Sul cosiddetto #Greferendum (referendum greco per l’accettazione del piano di austerity) si è già detto molto, anzi troppo.
Se esce il NO, il segnale per la Troika sarebbe forte, ma per gli stessi greci si aprirebbe uno scenario che per molti visionari (A PAROLE) significa LIBERTA’ ma che in realtà porterà, come spiegato in settimana QUI, solo al CAOS. A partire dagli effetti collaterale: leggasi tanto per capire il settore bancario greco, ormai NUOVAMENTE a secco di liquidità.
Se passa il SI, allora salta Tsipras, Varoufakis e Syriza, si apre la porta a possibili accordi futuri, oltre che ad un via libera al nuovo piano di austerity e alla permanenza nella Grecia nell’Euro. Ma attenzione. SI significa anche caos politico, nuove elezioni, rischio di frange estremiste al potere, e quindi, a conti fatti…che vinca il NO o vinca il SI, nel medio periodo, poco cambierà perché viene comunque garantito con entrambi degli scenari l’INSOSTENIBILITA’ del debito, tensioni politiche e sociali, austerità e nuova pressione economico-fiscale sulla già stremata (classe medio bassa) popolazione greca).
Il costo del Grexit? Si legge sui giornali di tutto e di più. Cifre spesso condotte dalla matematica (quantità debito detenuto direttamente o indirettamente, o esposizione verso la Grecia, ecc). In realtà il VERO costo nessuno lo può e lo potrà stabilire mai. Una cosa però è certa. Il costo più grande sarebbe ritrovabile nella perdita della indissolubilità dell’Eurozona. Lo scrigno dell’Euro indistruttibile si rivelerebbe fragile, con tutto ciò che ne consegue. Ma di tutto questo ed altro, ho scritto in questi post che vi riprogongo. E mi raccomando. Non perdetevi i commenti. Un valore aggiunto notevole.
Chiudo con qualche tweets di persone che considero speciali e che ho appena letto. Buon Greferendum a tutti.
Andrà molto peggio, prima di andare peggio.
— Mario Seminerio (@Phastidio) July 4, 2015
Non capisco perché preoccuparsi per l’esito del #Greferendum. Non ha alcun effetto legale. È solo hybris per i devastatori dell’economia. — C.A. Carnevale-Maffè (@carloalberto) July 4, 2015
È un referendum sulla “dignità”, dice Tsipras. Chi lo fiancheggia ne abbia abbastanza per farsi da parte, davanti a questo assurdo disastro.
— C.A. Carnevale-Maffè (@carloalberto) July 4, 2015
Greek govt compares Euro-creditors to terrorists https://t.co/g5aOoFAZe5 @ilpetrenko_rt #Greferendum
— RT (@RT_com) July 4, 2015
Bulls & Bears (in neretto i post più letti)
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