GRECIA: referendum bocciato da Eurogruppo. ELA e “BANK RUN” potrebbero far fallire Atene anzitempo

28 Giugno 2015 00:32

referendum-grecia-noeuro

Anche se sono in una fase “particolare” della mia esperienza di blogger, non posso esimermi dal commentare rapidamente l’evoluzione della problematica “crisi Grecia “ che ormai ci tiene compagnia da più settimane.
Lascio ovviamente ai media tradizionali la “telecronaca” in differita degli ultimi scontri tra la Troika ed il governo di Atene ed andiamo alle conclusioni.

Come già avrete letto, Tsipras decide per il referendum. Una mossa politicamente più che attendibile da un personaggio come il leader di Syriza, il quale aveva promesso in campagna elettorale una linea molto dura e tecnicamente impossibile, linea che era profondamente in contrasto con le richieste della Troika. Anche un ammorbidimento non era (volutamente) sufficiente, le distanze sono state sempre (volutamente) ampie. Il volutamente è tra parentesi perché non è mai stato dichiarato esplicitamente. Ma Tsipras secondo me ha fatto il possibile nel NON chiudere l’accordo, per poi arrivare a quella che io definisco “Operazione Ponzio Pilato”.

ponzio_pilato
PONZIO PILATO

Per andare in “contrasto” con il programma politico, Tsipras lancia un messaggio:

“Caro popolo greco, la Troika ci chiede dei sacrifici che sono molto importanti e che io non posso avallare. Quindi sarete voi, con un referendum, i responsabili del vostro futuro. Io non me la sento di prendere questa decisione in quanto, se seguo la logica, dovrei accettare le condizioni della Troika, ma in tal caso perdo politicamente la faccia. E allora… me ne lavo le mani e decidete voi”.

La svolta drammatica nella crisi greca arriva nella notte fra venerdì e sabato. Alexis Tsipras annuncia che “il popolo sarà chiamato” domenica 5 luglio a votare il referendum sulla proposta dei creditori: un voto carico di incognite. Il premier ellenico, con un discorso quasi drammatico alla televisione, spiega di non aver avuto scelta davanti a offerte che sono in realtà ricatti e ultimatum contrari ai valori europei, per cui il governo è “obbligato a rispondere sentendo la volontà dei cittadini”. Parole che hanno scatenato il panico fra i cittadini, che si sono precipitati in massa ai bancomat a prelevare contanti. (Source)

Già, ma questo cosa significa? In linea di massima una cosa diventa chiarissima. Il giorno 30 la Grecia non potrà pagare la scadenza del FMI. Quindi si tratterà di un “arretrato”, anche se no non proprio di default.
La seconda: la decisione di Tsipras crea un’incertezza teoricamente devastante su quanto potrebbe accadere.

PIER CARLO PADOAN
PIER CARLO PADOAN

L’Italia è al riparo da eventuali attacchi speculativi contro i titoli di Stato dopo la rottura delle trattative con la Grecia. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, lasciando la riunione dell’Eurogruppo dedicata alla Grecia.

«Nei prossimi giorni ci potrebbero essere tensioni sui titoli di Stato. Ma – ha spiegato – sono tranquillo per due ragioni: una è che la stabilità di fondo dell’economia italiana si è molto accresciuta e rafforzata e, secondo, cosa che non riguarda l’Italia in particolare, se ci fossero fenomeni di instabilità di breve termine, la Bce ha tutti gli strumenti a disposizione per evitare che questa instabilità diventi eccessiva». (Source) 

Ma certo, che dobbiamo temere, il rischio contagio non esiste! E difatti nei giorni più ballerinii nostri BTP non si sono mossi per nulla. Ma per favore, siamo realisti. E proprio in ambito i realismo, dobbiamo poi considerare la problematica del “bank run”. Alcuni blogger in questi giorni hanno ridicolmente dichiarato che il bank run non esiste, e che non ci sono code ai bancomat.

BANK-RUN-GRECIA-ATENE
CODE LA BANCOMAT LA SCORSA NOTTE AD ATENE. MA FORSE SOLO PER POTER SPENDERE LO STIPENDIO NEL WEEK END…

Allora, cari colleghi, vuol dire che l’ELA finanzia i topolini che stanno erodendo i depositi delle banche. Intanto però nei prossimi giorni la BCE dovrà di nuovo decidere che fare.

E sicuramente questo avverrà PRIMA del giorni 5 luglio, data del referendum. Una volta finiti i soldini, che farà la BCE? Continuerà a rifornire i bancomat greci con un ulteriore aumento del tetto dell’ELA oppure chiuderà i rubinetti?

Per rispondere a questa domanda, sono andato a riprendermi quanto è successo a Cipro qualche anno fa. Fosse mai che viene preso come modello? Ecco la frase più importante:

CIPRO-ELA-FINANZIAMENTI-BCE

Credo sia chiaro. Senza programma condiviso, giochino finito. Sarà così anche stavolta visto che Tsipras ha abbandonato il tavolo delle trattative senza un programma condiviso?

DRAGHI-ELA-BCEO meglio: Draghi avrà le “palle” (scusare il francesismo) di far saltare la Grecia prima del referendum, creando il reale rischio della creazione di una moneta parallela?
Parere personale: Draghi troverà il modo di sostenere ancora il sistema bancario greco. Anche perché poi, il referendum, udite udite, potrebbe avere un esito decisamente diverso da quello che pensa la massa. Dite che i Greci sono con Tsipras? Negativo. Leggete qui.

The majority of Greeks, 7 out of 10, choose to stay in the Eurozone at any cost, according to a latest opinion poll conducted by GPO.
The poll was presented on Mega television on Monday night, showing that 69.7 percent of Greeks want to stay in the euro and 28.9 are in favor of a national currency, while 68.5 would vote in favor of the European common currency and 27.6 percent would choose the drachma if the government were to hold a referendum. (Source) 

Quindi per assurdo tutto torna.

Tsipras abbandona il tavolo e fa il Ponzio Pilato di turno. La popolazione greca decide per il piano pro austerity. Tutto si sistema per un periodo di tempo relativo, visto che la Grecia farà delle promesse volute dalla Troika ma NON condivise dal governo che potrà sempre dire” è il popolo che ha deciso…”.

Morale: indovinate? Si compra tempo, si spendono soldi e NULLA si risolve.
Tanto rumore per nulla, e tra qualche mese saremo di nuovo qui a parlare di Grecia e di nuovo RISCHIO default, DOPO aver buttato nel cesso un po’ di soldini.

OPS… scusate, mi sono dimenticato di un piccolo particolare…

eurogruppo

L’Eurogruppo ha detto no alla proposta di referendum per cui era stata chiesta una proroga agli aiuti in modo da arrivare al voto popolare senza l’incubo della chiusura delle banche e del default del Paese.

Dopo avere respinto la richiesta della Grecia, l’Eurogruppo si è riunito per discutere del possibile fallimento della Grecia. Nella conferenza stampa che ne è seguita, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem ha detto:
Dobbiamo prepararci a tutto quello che è possibile fare per preservare la stabilità e la solidità dell’eurozona.
Dijsselbloem ha confermato che il programma di salvataggio di concluderà martedì sera, data entro la quale Atene dovrà versare 1,6 miliardi di euro.
Intanto, da ieri notte, circa un terzo dei greci hanno affollato i bancomat per prelevare denaro contante prima che si verifichi il default.
Varoufakis ha detto che la decisione dell’Eurogruppo di rifiutare la proroga per il referendum “danneggerà gravemente la credibilità e la reputazione delle istituzioni europee”. Il ministro delle finanze greco si è congedato dicendo: “Oggi è un giorno triste per l’Europa”. (Source) 

Mi sa che lunedì si balla…

PS: avete già detto la VOSTRA in questo SONDAGGIO?

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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