CRISI GRECIA: i mercati scommettono su intesa tra le parti entro questa settimana. QUINDI TUTTO RISOLTO?

Pubblicato 23 Giugno 2015 Aggiornato 25 Giugno 2015 14:34

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Finalmente Atene invia alla comunità internazionale delle proposte che sono difendibili. La discussioni quindi riprende e le distanze tra le parti non sembra più incolmabili. I mercati vedono l’arrivo dell’accordo (con tanto di assegno pari a 7,2 miliardi di Euro) già nei prossimi giorni e comunque prima del 30 giugno.

Speravate che magicamente ieri la Grecia presentasse la medicina che potesse curare in tempo reale tutti i malesseri della crisi di comunicazione tra Atene e la comunità internazionale?
In tal caso sarete rimasti sicuramente delusi, ma non troppo. In effetti ieri non è arrivata da Tsipras e soci un documento che potesse essere “definitivo”: anzi, per certi versi sono arrivate più carte e anche in modo confusionario. Ma alla fine si sono messi insieme i pezzi del puzzle e qualcosa di buono ne è venuto fuori. Di buono se intendiamo mirare ad una soluzione quantomeno momentanea del problema, fermo restando che per il sottoscritto NON esiste una soluzione alla crisi greca se non passando da una feroce ristrutturazione del debito. 

Passi avanti quindi, ma non risolutivi, perché se accordo dovrà essere, arriverà in “zona Cesarini” come già vi ho detto, in quanto frutto di compromessi e di tira e molla nevrotici.
La possibilità di veder concreto quel famoso pacchetto di aiuti pari a 7,2 miliardi è insomma più vicino, grazie all’avvicinamento di Atene alle pretese della Troika. Ci sono ancora delle distanze, meno incolmabili di prima, oltre che qualche cosa di indiscutibile già fin dall’inizio.

ScreenHunter_27 Jun. 23 00.05Infatti Atene chiede una ristrutturazione anche PARZIALE del debito. La comunità internazionale non ci vuole rimettere un centesimo di nominale e quindi non se ne può parlare.
Per il resto, come detto, si avvicinano le distanze. Ma attenzione, vorrei farvi notare una cosa.

Tutto quanto “ha avvicinato” Atene e Troika è relativo, in quanto NON sarà realizzato dalla Grecia. Promesse da marinaio insomma. E allora perché non farle prima? Semplice: Tsipras ha preso degli impegni coi greci e non più calare le braghe in modo così evidente. Il teatrino quindi continua.
Quali sono le promesse da marinaio?

GRECIA-bank-run
BANK RUN: fuga dei depositi dalle banche grehe

A) Surplus primario di bilancio: raggiunto accordo per 1% del Pil nel 2015 e per i prossimi due anni tra 2 e 3% del Pil rispettivamente.
B) Revisione dell’Iva: La Troika vuole 2 aliquote: 13% e 23%. Atene vuole mantenere le attuali tre al 6,5%, al 13% e al 23%, ma è disponibile ad ampliare la gamma di prodotti che rientrano nell’aliquota più alta.
C) Nuovi tagli alla spesa: qui iniziano i problemi. Richiesti tagli per altri 1,8 miliardi di Euro. La Grecia non ne vuole sapere.
D) Ulteriori tagli a pensioni e stipendi: Stop ai prepensionamenti da gennaio 2016 più aumento del 3,9% dei contributi pensionistici. Atene propone questi impegni che la Troika sembra accettare.
E) Nuove tasse su aziende e fasce alte di reddito: Atene propone una tassa del 12% sulle aziende che realizzano un utile annuale di oltre 500mila euro ed una “tassa di solidarietà” per chi guadagna oltre 30mila euro l’anno, più una corporate tax (l’imposta sui redditi d’impresa) che sale dal 26 al 29 per cento a partire dal 2016.
F) Sconto sul debito: come detto questo punto, come anche C) sembra essere la fonte del momentaneo disaccordo. La Grecia vuole la ristrutturazione SENZA uscire dall’Euro, ma è utopia. Come detto la Troika non ha orecchie per queste richieste.

DEPOSITI BANCHE GRECIA: si riuscirà ad evitare il blocco dei capitali?
DEPOSITI BANCHE GRECIA: si riuscirà ad evitare il blocco dei capitali?

Ora che si fa? Si discuterà, si affineranno le proposte, si avvicineranno le distanze, si arriverà al compromesso. Il tutto entro questa settimana.

Io ve l’ho messa in modo molto facile e forse è meglio così, visto che di parole se ne faranno ancora molte, buona parte delle quali saranno INUTILI.
I mercati, lungimiranti e ben consci dei quanto sta accadendo, hanno già capito che ormai l’intesa è vicina.
La festa riprende, ma non sarà Natale per sempre.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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