BORSE: quando due indizi fanno una prova
CHIAVE di lettura dei mercati, che ho già espresso più volte e che torno a ribadire:
Chi comanda in borsa è un elemento (volatilità di breve a parte) che si chiama UTILI societari.
Si parla di rallentamento globale e per gli USA si ragiona anche sulla possibilità che il ciclo economico a stelle e strisce abbia raggiunto ormai il suo picco massimo.
Quando poi si hanno due indizi di queste dimensioni, l’investitore accorto dovrebbe quantomeno meditarci sopra.
Indizio numero uno: Leading Indicator by Conference Board
Torna positivo il superindice USA, nel mese di agosto, segnalando un miglioramento della congiuntura oltreoceano. Secondo quanto comunicato dal Conference Board degli Stati Uniti l’indice è cresciuto dello 0,1% rispetto al -0,2% di luglio. Il dato è tuttavia inferiore alle attese degli analisti che stimavano una crescita dello 0,2%. (…) L’indicatore, anticipatore dello stato di salute dell’economia americana, suggerisce che “la crescita economica resterà moderata il prossimo anno” ha commentato Ataman Ozyildirim, direttore presso il Conference Board. (…) La fotografia scattata dal leading indicator si allinea al quadro a tinte fosche dipinto proprio ieri dalla Federal Reserve. (Source)
Leading Indicator
positivo ma meno pimpante del previsto. Ma non è questo il punto. Quello che voglio farvi vedere è questo grafico.
Questo grafico prelevato direttamente dal sito del Conference Board notate che il Leading Indicator ha ormai raggiunto quello che è il suo livello di picco massimo. Segnale chiarissimo che il ciclo economico USA ha raggiunto la sua massima espansione. Questo grafico vi spiega PERCHE’ secondo molto la FED arriva tardi nel tagliare i tassi. Ma se non ha tagliato era perché questa volta è diverso rispetto alle altre volte, a causa della manovra ultraespansiva della FED. E quindi…incominciare ad alzare i tassi in queste condizioni non è certo il massimo visto che si è sul picco del livello di crescita ed ora in avanti il rischio di frenata è sempre più probabile.
Indizio numero due: proiezione degli UTILI aziendali USA
La Federal Reserve lo ha detto chiaramente: il rischio di ritrovarci con un rallentamento globale è evidente.Motivo in più per cui le borse hanno corretto venerdi sera. E se il rallentamento è stato dichiarato nel FOMC significa che è MOLTO più di una ipotesi. Voi tutti sapete che lo SP500 è il benchmark delle borse, non solo perché è il principale listino USA; ma perché al suo interno troverete delle aziende fortemente globalizzate. Quindi lo Spoore può essere considerato un indice GLOBALE e non solo USA.
Quindi è palese che il rallentamento della crescita economica colpirà al cuore anche le aziende USA.
Il calo stimato dei guadagni per le aziende quotate nello SP500 per il Q3 2015 è -4,4%. Per le aziende che generano più del 50% delle vendite all’interno degli Stati Uniti, il tasso di crescita degli utili stimata è del 3,1%. Per le aziende che generano meno del 50% delle vendite all’interno degli Stati Uniti, il calo degli utili stimata è -14,1%. Molto vicine a queste dinamiche le proiezioni sulle vendite.
Ovviamente un forte impatto sulla discesa degli utili ce l’avrà anche il settore dell’energia. Ma anche escludendo questo settore, le dinamiche negative restano, eccome.
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