BAIL IN: la legge imposta e la consapevolezza per i risparmi in banca

7 Novembre 2015 09:34

Caution-Bail-in-banche-italiane

La questione “bail-in” è stata già discussa più volte su questo blog. La normativa italiana quindi va ad assimilare la normativa europea, Brrd, che già da tempo “imponeva” ai governi locali un adeguamento. Noi siamo arrivati in ritardo ma…ci siamo arrivati.
Sul bail in abbiamo già detto di tutto e di più. CLICCATE QUI per rivedervi la nostra cronistoria ed i nostri punti di vista.
La cosa fondamentale che occorre sapere è che, dal primo gennaio 2016, possiamo dimenticarci l’intervento pubblico in caso di difficoltà di un istituto di credito. Restano fuori le quattro banche (già di medie dimensioni) tuttora in crisi: Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti. Anche se c’è chi considera l’ultimo salvataggio pubblico bancario, come un “aiuto di Stato” e che quindi potrebbe essere contestato dall’UE. Bisogna però dire che il fondo sia alimentato dalle altre banche del paese e quindi non si tratta di vero e proprio “Aiuto di Stato”.
Quindi addio agli “aiuti di Stato”, che comportavano ovviamente un incremento del debito pubblico e del deficit, ma andavano a “spalmare” sulla popolazione la perdita conseguita. Saranno i clienti stessi ad intervenire, oltre che gli obbligazionisti ed ovviamente gli azionisti.
Chi rimane immune dall’effetto di un “bail in”?
Vengono “salvati” solo i depositi per un importo paria 100.000 €, (cifra doppia in caso di cointestazione), mentre le parti eccedenti, in casi estremi, possono venire intaccati.
Quindi secondo me, non è nemmeno una questione di complessità di prodotti ma di trasparenza. Bisogna fare in modo che tra i risparmiatori maturi la consapevolezza di quanto può accadere se la propria banca va in dissesto finanziario. Infatti anche i prodotti finanziari più semplici possono venire colpiti dal bail in e la vittima rischia quindi di essere, come spesso accade, il risparmiatore che ha teoricamente un profilo di rischio molto basso ma che, con l’occasione, si trova falcidiato dal “Bail In”.

Non solo i depositanti sono esclusi dalle possibile perdite. Sono protetti infatti anche le obbligazioni garantite da attivi della banca (quali i covered bond); le passività interbancarie (ad esclusione dei rapporti infragruppo) con durata originaria inferiore a sette giorni; le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un apposito conto; le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a sette giorni; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali, per questi ultimi purché privilegiati dalla normativa fallimentare; le passività nei confronti di sistemi di garanzia dei depositi derivanti dai contributi dovuti. (Source)

Riusciranno i risparmiatori ad assumere questa consapevolezza? Nel nostro piccolo, cerchiamo di fare la nostra parte.

Con l’occasione eccovi il meglio della settimana, da leggere, condividere e criticare, se vorrete.
Un buon week end a tutti.

Bulls & Bears

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