Tutti in attesa dei meeting FED e BCE di dicembre
Intanto però attenzione alla volatilità. I segnali in arrivo dai mercati ci illustrano il rischio di un aumento della stessa.
Il mercato oggi è in stand by, quasi ingessato soprattutto per il giorno festivo negli USA. E se gli americani si mangiano il tacchino, qui in Europa restiamo in attesa anche perché è chiaro che il mercato, tranne scenari particolari che vanno a sconvolgere le logiche e gli equilibri attuali, ha ormai rivolto l’attenzione a dicembre, in particolar modo sulle date del tre, giorno del famosi Meeting BCE di cui tanto abbiamo parlato nei giorni scorsi (cliccate QUI) …
…e sui giorni 15-16 dicembre, quando la FED dovrebbe cominciare ad alzare i tassi di interesse.
Siamo onesti, visto che FED e BCE sono entrambe provviste di telefono, ritengo certo il fatto che Draghi e Yellen si sentano e decidano una strategia che possa essere non dico comune, ma presa “in concerto”.
Entrambi hanno delle finalità che alla fine convergono: inflazione, crescita economica, mantenimento dello status quo del mercato, alto tenore del sentiment.
Quindi, per entrambi, obiettivo fondamentale è, tra i tanti, quello di mantenere BASSA la volatilità. Ce la faranno?
Volatilità: al momento bassa, però…
Se guardiamo il grafico qui sotto, vedete che i nostri tre indicatori della volatilità non sono preoccupanti.
Qui trovate la volatilità dei seguenti mercati:
a) Azionario Usa in azzurro
b) Valutario in bianco
c) Obbligazionario in arancione
d) Petrolio in rosso
E’ evidente che il petrolio è il più volatile ma dal suo prezzo dipenderanno molte cose, nel 2016. Mentre invece, al momento, il mercato dei bond è tranquillo come anche quello delle valute. Invece il VIX (azionario) ha fatto degli spikes ad agosto (vedi la freccia) abbastanza anomali.
Questa mattina ne parlavo con un collega che lavora a Londra, il quale mi diceva che secondo il loro punto di vista, la volatilità è facilmente prevedibile in crescita per il 2016. Quello spike di agosto (segnato con la freccia) sembra l’antipasto di quanto si vedrà l’anno prossimo.

Se poi infatti andiamo a prendere questo grafico di Bloomberg scopriamo una cosa interessante. Come nel 2006, stiamo uscendo da una fase di bassissima volatilità. Il problema è che un aumento della stessa, rischia di portare anche delle correzioni.
Comunque vada, credo che nel 2016 sia più che normale e naturale aspettarsi un aumento della volatilità, quantomeno a causa della defezione della FED dal “club degli espansivi”.
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