2016: per l’Italia potrebbe essere #LaVoltaBuona
Ancora buon 2016 a tutti.
Si riparte con un nuovo anno che per il sottoscritto rappresenterà un mix esplosivo di grandi novità e sfide. Mai fermarsi e sempre guardare avanti, con fiducia ma anche con realismo. E proprio a proposito di realismo, negli ultimi giorni del 2015 abbiamo criticato le previsioni ottimistiche del Governo Renzi, in quanto utopiche e zoppe. Motivo? Mancavano le basi per una vera ripartenza. La cosa interessante è che proprio oggi queste basi vengono cercate ed ipotizzate da tre soggetti non politici e facenti parte della direzione generale per gli affari Economici e finanziari della Commissione Europea. Un mix di riforme politiche che potrebbero, sempre in un arco temporale di lungo periodo (inutile sperare nell’ efficacia di manovre spot che alleviano il fardello ma non risolvono il problema), migliorare le condizioni economiche e sociali del Bel Paese.
Queste analisi, apparsa sul sito di VoxEu, e redatta dall’italiano Pinelli, con la collaborazione degli ungheresi Szekely e Varga, ipotizzano le riforme necessarie per far ripartire il PIL di circa il 25% in mezzo secolo. Dite che è poco? Io non sottovaluterei quest’analisi, in quanto non si basa sugli effetti benefici di fattori congiunturali, come un petrolio molto debole o ancora un Dollaro forte.
Fundamental structural weaknesses that hold back Italy’s productivity and growth have gradually worsened relative to other Eurozone and OECD countries over the last 15 years. Important reforms are ongoing, but restoring healthy growth will require an extraordinary reform effort. Our analysis shows that given the nature and size of the weaknesses identified, reforms will need time to bear fruit, underscoring the urgency of moving decisively forward. (VoxEU)
L’analisi, interessante e sensata secondo me, si basa su tre pilastri che sono necessari per dare un VERO futuro all’Italia, pilastri che vanno ad integrarsi con le altre riforme che sono state abbozzate o incominciate. Tanto si sa, il processo sarà lungo e complesso, ma ASSOLUTAMENTE necessario, se vogliamo che sia veramente “ #LaVoltaBuona come dice il Premier Renzi.
Quali sono questi tre pilastri?
a) istruzione
b) innovazione
c) detassazione del lavoro
Insomma, cari lettori, la morale è alla fine molto più semplice di quanto sembri: investire innanzitutto sulle PERSONE e sugli ITALIANI.
Migliore cultura, maggiore preparazione, e conseguente maggiore ricerca ed innovazione nel settore dell’imprenditoria, restata ferma senza i giusti investimenti sia a livello di capitali ma anche di conoscenze. E poi ovviamente la pressione fiscale. Inaccettabile e deleteria. Assolutamente tra i top dell’UE, la tassazione per le imprese e per il lavoro dipendente inchioda i consumi e la crescita economica.
Secondo i 3 economisti, riforme in questa direzione potrebbero portare per l’Italia un miglioramento del PIL pari al 23.8% in 50 anni.
The indicators presented above serve as a benchmark for a set of stylised simulations in the QUEST model. Structural reforms that close the gap vis-à-vis the average of three best performers in the policy areas discussed above would increase the level of GDP by 23.8% above baseline over 50 years, half of which (12.1%) through productivity gains and the rest through increases in employment (see Table 1).8 The gains, however, are very limited in the short term.
In the long term, more than half of the cumulated impact of reforms would come from raising Italy’s educational attainment to the best performers in the EU. Because of cohort effects, however, the benefits materialise only very slowly; they are negligible after ten years and continue to accumulate after 50. The time lag could be shortened in that respect if measures are taken to foster the return of emigrates with tertiary education and increase high-skill immigration, the latter being among the lowest in the OECD. (Source)
Tutto poi dipende dai politici e dalla capacità di portare avanti queste riforme. Ma dipende anche dalla flessibilità e dalla lungimiranza dell’UE stessa che deve assecondare e condividere tali obiettivi.
Un 2016 che quindi deve partire con la consapevolezza che la strada è lunga, dura e difficile ma che deve essere percorsa per dare al nostro paese un futuro degno di nota.
Chiudo con gli ultimi post del 2015, meritano una lettura e una condivisione coi vostri contatti, se li riterrete validi.
Ancora buon anno a tutti.
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