WALL STREET: malgrado BREXIT il quadro del COT Report è più tranquillo del previsto

di Lukas
27 Giugno 2016 14:50

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Il referendum inglese avrebbe dovuto avere forti ripercussioni sui dati del derivati USA sullo Spoore ed invece, ecco cosa succede. Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, il referendum sulla Brexit, è stato, sia prima, che dopo il suo pessimo esito, al centro dell’attenzione internazionale ed il market mover di tutti i mercati finanziari. Ciò in apparenza, perché l’esame dei saldi finanziari dell’intera ottava ci dice, che l’evento è stato particolarmente enfatizzato dal punto di vista politico e mediatico, mentre poche e scarse sono state, per ora, le conseguenze sullo scenario economico globale.

Lo scenario intermarket evidenzia, infatti, un apprezzamento del dollaro Usa, considerato come sempre una valuta rifugio, pari all’1,3 %. Il mercato delle commodities, registra, invece, un storno, del 2 % in termini nominali, ma al netto dell’apprezzamento del dollaro, tale mercato si conferma sostanzialmente stabile. Il sentiment negativo non ha trovato una grande accoglienza nemmeno nel mercato obbligazionario. I rendimenti sui titoli decennali americani perdono, infatti, solo 5 bps, ed arretrano sino a quota 1,57 %. I rendimenti sul bund decennale della Germania, invece, finiscono in territorio negativo, ma ciò non è una novità perché già la scorsa settimana gli stessi avevano toccato il – 0,03 % attuale. Maggiore volatilità e turbolenza si è, invece, registrata sui mercati azionari, soprattutto in Europa, ed in particolare nei Paesi periferici dell’eurozona. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, chiude, invece, l’ottava con un perdita contenuta, pari all’1,63 %. Perdita, quest’ultima, del tutto attesa, dopo i consistenti rimbalzi registrati negli scorsi mesi, che consente peraltro di rinviare ancora ed opportunamente l’attacco ai massimi storici, a mio avviso non ancora maturo.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 40.588

Large Traders : + 37.714

Small Traders : + 2.874

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In perfetta concomitanza con il referendum sulla Brexit, dopo 8 settimane, si chiude l’ultima configurazione lateral-ribassista, e dopo ben 12 mesi, il mercato dei derivati azionari Usa torna nella sua configurazione abituale e prevalente. In quest’ultima ottava si sono registrate movimentazioni pari a 13.979 contratti. In particolare, i Large Traders, notoriamente trend following, prendono paura e riducono opportunamente la loro ingente dotazione Net Long, vendendo l’intero lotto dei 13.979 contratti long. Non sono però i Commercial Traders, a fare incetta di acquisti, gli stessi infatti ne acquistano solo 3.547 e confermano significativamente la loro nuova e consistente posizione di copertura Net Short. Chi invece fa incetta di acquisti sono gli Small Traders, che acquisiscono ben 10.432 contratti long, e dopo molti mesi invertono la loro posizione, ritornando nella loro usuale ed abituale posizione Net Long. La scorsa settimana avevamo interpretato il consistente ritorno in posizione Net Short dei potenti Commercial Traders, come un pronostico sulla vittoria del remain nel referendum inglese, ma così non è stato. A posteriori, considerando l’ulteriore evoluzione del mercato dei derivati azionari Usa, la mia interpretazione, si dimostra, più che errata, di corto respiro. Oggi, infatti, i cambiamenti ci appaiono più strutturali, e non soltanto contingenti. Il mercato, dopo molti mesi di stress, manifesta, infatti una gran voglia di ritornare ad un andamento più lineare e tranquillo. Confermo, pertanto, a maggior ragione di sette giorni orsono, il mio personale scenario di medio e lungo termine. Scenario che considera la fase attuale come quella terminale del prolungato movimento lateral-ribassista dei mercati azionari Usa e mondiali, iniziato ormai oltre 12 mesi orsono. Movimento che ha provocato più volatilità che danni tangibili, visto che il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, è distante solo il 5 % dai suoi massimi storici. Dunque, una sostanziale tenuta che dimostra la forza intrinseca delle attuali quotazioni azionarie che, a mio avviso, hanno ulteriori spazi di crescita, dopo questa lunga fase di lateralizzazione, che a posteriori si rivelerà essere una fase di accumulazione e non di distribuzione come pensano i più.

Futuro che si prospetta, pertanto, a mio avviso, meno impervio del recente passato, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio, “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua pari all’ 11,67 %. Performance negativa, determinata soprattutto dalle peculiari difficoltà vissute dal listino italiano, che registra, a sua volta, una perdita annua, misurata dal Ftse All Share, pari al 25,44 %. Conseguita, pertanto, in meno di 6 mesi, ed in un contesto di mercato particolarmente avverso, una sovra-performance del 13,77 % che ci dà nuove ed ulteriori conferme sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dalle ricerche dei due noti professori Usa. Del tutto coerentemente con la mia positiva vision d’ordine generale, anche questa settimana riconfermo, per il 100 % del mio portafoglio, la mia esposizione long sulla borsa italiana. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas