RISCHIO ITALIA: BTP (e non solo…) nel MIRINO!
Quanto stiamo vedendo in questi giorni sui mercati finanziari è la più logica conseguenza di quanto descritto nei precedenti post.
Una situazione dove ormai le obbligazioni avevano esaurito la loro spinta e che quindi, colpite da diversi fattori, hanno fatto la più classica inversione di tendenza con un ritracciamento tanto violento quanto veloce.
E il mercato obbligazionario italiano, non è caso, è stato tra i più colpiti da questo fenomeno.
Innanzitutto la correzione è legata alle prospettive del programma Trump. I bond USA stanno scendendo di prezzo, il decennale USA si ritrova con rendimenti nuovamente sopra il 2.20%, con un’inflazione prospettica, come spiegato QUI, si è impennata di brutto. E ancor di peggio ha fatto il bond USA a 30 anni che torna sopra il livello del 3% come non accadeva da fine 2015.
Uh come mi ricordo quei visionari che solo qualche settimana fa continuavano a dirmi che non era possibile ritrovarsi dei trentennali USA al 3% entro i prossimi 6 mesi.
Detto fatto.
CHART: US Treasury 30yr
Ma quello che a noi fa più impressione è il comportamento del BTP, benchmark a 50 anni, il nostro Mathusalem Bond che dopo una fase di tranquillità iniziale, ha preso l’ascensore del ribasso, finendo a quota 83,6. E scusate se è poco. Una batosta degna di un’azione bancaria, tanto per intenderci.
BTP 50yr: grafico prezzi
Volete che vi rincuoro? E’ evidente che la tendenza non è solo USA ed italiana. Questo grafico mette a confronto il rendimento dei bond governativi a 10 anni di diversi paesi:
- Germania
- Svizzera
- Finlandia
- Olanda
- Danimarca
- Giappone
Rendimento bond 10yr a confronto
E’ evidente che il cambiamento di tendenza è globale, il che deve risultare ancora più preoccupante in quanto non è dettato da singole voci speculative ma da un vero e proprio cambiamento di prospettive.
A dire il vero, tutti sapevamo benissimo come stavano le cose. Ci voleva un detonatore. Ecco fatto, il buon Donald Trump ha detonato, eccome!
E poi noi abbiamo un’altra mina sotto il sedere: si chiama referendum.
Tanto per farmi maltrattare un po’ , vi faccio vedere ad oggi quali sono i sondaggi raccolti da Bloomberg sul Referendum Italia.
Ovviamente tutti abbiamo imparato la lezione dopo la Brexit e le elezioni USA. Intanto però il grafico che ne deriva è il seguente.
Ad oggi, un gestore oltreoceano vedrebbe come potenziale vincente il NO. Quindi voi che fareste con le azioni e le obbligazioni Italia presenti in portafoglio?
Intanto, per la cronaca, qui torniamo in deflazione e lo spread torna a fare paura. Tutto porta ad una voluta liquidazione degli asset italici, in attesa degli esiti del referendum.
Autunno negativo per l’economia italiana con il ritorno della deflazione che si traduce in un calo dei prezzi dello 0,2% su base annua. L’Istat, infatti, fa sapere che ha rivisto le stime preliminari di una riduzione tendenziale dello 0,1%. Anche su base mensile, c’è stata una riduzione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo dello 0,1%. L’istituto di statistica osserva che i dati mostrano «nuovamente tendenze deflazionistiche dopo la ripresa (+0,1%) di settembre». (Source)
Dicevamo dello spread BTP Bund. Direi che qui si percepisce bene il cambiamento di sentiment nei confronti del debito italiano, anche se l’area di pericolo, fateci caso, non è ancora stata violata. Si tratta di quota 200 bp sullo spread BTP Bund a 20 anni. Prepariamoci ad una stagione i volatilità, e non solo per il mercato azionario.
Spread BTP Bund: a 2, 5, 10 e 20 anni
Prosegue la corsa al rialzo dello spread. Il differenziale di rendimento tra il Btp e il Bund tedesco ha sfondato la soglia dei 180 punti base chiudendo a 176 punti base, in deciso rialzo da 171 di venerdì. Il differenziale è comunque rallentato dopo aver sfondato i 180 punti base. Il tasso pagato dal decennale italiano viaggia al 2,08%, da 2,02% di venerdì. “Aumenta lo spread? – ha detto il premier Matteo Renzi -. Ovvio, se c’è incertezza aumenta. Non è una minaccia, è una constatazione”. (Source)
Riproduzione riservata
STAY TUNED!






