BLACK SWAN: lo Skew Index lancia dei messaggi di anomalia (tail risk)
In molto lo chiamano l’indice “Black Swan”. Proprio considerarlo come l’indicatore del “cigno nero” lo trovo un po’ eccessivo. Però non possiamo negare che rappresenti un’analisi interessante, sopratutto se considerata in parallelo con altri indici.
Nella fattispecie mi sto riferendo allo Skew Index. Già ne abbiamo parlato copiosamente in passato. Che cosa è lo Skew Index e cosa rappresenta? Sintetizzo dicendo che lo Skew Index è sempre volatilità, ma vista in modo molto più ampio. Detto anche lo “smile (skew) della volatilità”, per la forma che graficamente acquisisce, rappresenta il calcolo della volatilità non solo delle opzioni at-the-money ma la differenze delle stesse da quelle out-of-the-money su cui si va ad operare se si prevedono movimenti nel breve-medio termine. Quindi un VIX visto anche con la prospettiva del futuro. Infatti, occorre ammetterlo, il VIX ultimamente risultata un indicatore “stanco”, molto piatto e poco valido dal punto di vista operativo.
Con lo SKEW invece le cose cambiano: salirà quando si venderanno opzioni “at the money” e si compreranno opzioni “out of the money”. Si allarga lo spread e quindi… significa che qualcosa sta per accadere. Secondo alcuni trader di sale operative, ormai lo SKEW è l’unico vero indice di volatilità mentre il VIX resta una cosa statisticamente valida ma operativamente poco utile.
La situazione attuale del VIX la conosciamo. Durante i primi dieci mesi del 2016, il livello medio del CBOE SPX Volatility Index (indice VIX) per il 2016 è stato di 16,4, ossia il 17% al di sotto della media ventennale. Si potrebbe concludere quindi che, poiché il 2016 è stato un anno a basso rischio, le strategie che sfruttano la volatilità o che mirano alla protezione dai rischi di ribasso siano state meno importanti. Tuttavia una misura alternativa del sentiment del mercato sulla volatilità, l’indice CBOE SKEW, presenta un quadro completamente diverso.
Grafico: Skew Index e VIX a confronto con lo SP500
In alto il grafico dello SP500, in mezzo il confronto tra lo Skew Index e il VIX. Vedete le diversità anche se si tratta pur sempre di volatilità? Ma è il terzo grafico quello che secondo me è il più interessante. rappresenta il rapporto tra Skew Index e VIX. Siamo a livelli di massimi assoluti periodali. Cosa significa?
Qui non si tratta di MERA analisi tecnica, qui è un qualcosa di diverso che quindi merita magari anche la considerazione di coloro che non accettano o non sono interessati ai soli grafici. Lo Skew Index così impostato al rialzo significa che gli operatori si stanno coprendo in maniera massiccia. Uno scenario così “divergente” tra VIX e Skew Index lo ricordo nel periodo che andava dal 2004 al 2007, quando si sono concretizzate le preoccupazioni degli investitori riguardanti gli alti livelli di ricorso all’indebitamento nell’economia. I mercati hanno registrato una successiva correzione nel 2008, segnando la fine della bolla del mercato immobiliare e l’inizio della crisi finanziaria globale. Insomma, si tratta del periodo in registrammo il default di Lehman Brothers e poi l’inizio della crisi subprime.
Attenzione, con questo NON sto dicendo che la borsa sta per crollare e che siamo di fronte ad una nuova crisi finanziaria globale. Dico solo che, numeri alla mano, la situazione è quella che ho descritto. Operatori disposti a pagare sui cosiddetti “rischi di coda”. Una chiave di lettura potrebbe anche essere la necessità (o la volontà) dopo anni di guadagni in borsa, di coprirsi da crolli legati a fattori imprevisti (lo sapete, il mercato non sta scontando rischi oggi) e quindi ci si “assicura” investendo una piccola parte dei guadagni. E se poi accade nulla, meglio, ma ci si è tutelati.
Poi chi è un pochino più attento troverà , come detto, delle interessanti correlazioni tra picchi di Skew Index e correzioni di borsa, ma sono considerazioni statistiche che ognuno potrà fare indipendentemente. Intanto il mio obiettivo era segnalarvi questa “anomalia” che ritengo interessante e che ognuno potrà interpretare come si preferisce.
Chiudo con questa analisi che forse può implementare questa chiave di lettura. E’ un grafico di Bank of America e va a riprendere proprio le risposte date dai vari money manager su quale potrebbe essere questo “rischio di coda”, ovvero il “tail risk” in questo momento. Ed è interessante vedere come sono cambiate le risposte a distanza di un solo mese. Questo può essere sufficiente per giustificare in modo così netto un aumento dello Skew Index? E quanto, quindi, “tail risk” e “skew index” possono ricollegarsi alle elezioni di Donald Trump?
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