Legge FORNERO: abolizione definitiva o temporanea? Intanto l’UE ci boccia il DEF.
Giornata di passione in borsa, ma non solo in Italia. Complici le trimestrali e gli outlook che non rispettano le aspettative. Siamo a fine ciclo negli USA ma non ne parlo più perché sono stufo di beccarmi critiche da parte di tanti investitori e consulenti che continuano a scrivermi dicendo che scrivo in malafede, contro la categoria dei consulenti finanziari (ma io vendo patate?) e magari perché sono pesantemente short.
Ognuno pensi quello che vuole, quanto dovevo dire sull’argomento è stato detto, poi sta alla maturità degli investitori e alla professionalità dei consulenti, che, sono certo, sanno fare il loro lavoro in modo encomiabile e molto meglio di me.
Visto che ho dato fastidio a qualcuno, ho deciso di continuare a farlo ma su un’altra tematica. Un rapido flash sulle motivazioni che Moody’s a rilasciato in merito al downgrade e soprattutto all’outlook. Una frase mi ha sorpreso, una frase che mi era sfuggita e che forse è sfuggita alla maggior parte di giornalisti ed investitori.
Ve la propongo qui sotto. Oggetto: legge Fornero.
(…) “The early retirement option is ostensibly intended to be a one-off measure, available next year only, and as such would be more limited in scope than Moody’s first assumed.” (…) [Source]
Per chi non è anglofono la frase recita così: “L’opzione per il pensionamento anticipato è apparentemente destinata a essere una misura una tantum, disponibile solo il prossimo anno, e come tale avrebbe un ambito più limitato rispetto a quello che Moody ha inizialmente ipotizzato.”
In altri termini, Moody’s ha interpretato che l’abolizione della Forneno è solo temporanea, ovvero per il prossimo anno. SOLO per il prossimo anno. Ora, ci sono due possibilità. Visto che l’impatto fiscale della questione non è indifferente:
a) O Moody’s ha cannato di brutto l’analisi ipotizzando una cosa che NON sarà mantenuta
b) Oppure c’è qualcosa che non ci viene raccontata ci stanno regalando dei sogni. E le cose non stanno come dicono.
Moody’s riconosce nel report quella che rappresenta in Europa la forza produttiva della seconda manifattura a livello dimensionale, riconosce al nostro export risultati ottimi negli utlimi mesi, ammette un equilibrio sostanziale della nostra posizione sull’estero grazie al saldo positivo della bilancia commerciale. Ma dubita delle nostre prospettive di crescita. E del livello dei nostri investimenti che, se fossero più elevati, giustifichebbero anche un deficit maggiore. E poi, signori, quello che fa la differenza è la qualità del deficit spending. Si può fare deficit, si deve fare deficit per investire e rilanciare la crescita. Ma è questa la ricetta giusta per ripartire o forse si spende nuovamente male quello che rappresenta un’occasione UNICA per cercare di riprendersi? E non è certo un caso che oggi, per la PRIMA VOLTA nella storia, l’UE boccia la manovra italiana.
Per la prima volta nella storia ventennale della zona euro, la Commissione europea ha pubblicato oggi una opinione nella quale contesta formalmente il bilancio di uno stato membro, nella fattispecie l’Italia. La decisione era attesa, ma rimane a modo suo clamorosa e apre a scenari nuovi e incerti. Il governo Conte ha tre settimane per correggere la Finanziaria e riportarla in linea con il Patto di Stabilità. In caso contrario è probabile una procedura per debito eccessivo. (Source)
Visto che siete tutti grandi e vaccinati, lascio a voi meditare sul fatto. Certo è che qualcosa non quadra anche in questo ambito.
STAY TUNED!
