ITALIA vs GERMANIA: quando la LOCOMOTIVA fatica…
La produzione industriale della Germania è molto negativa e il suo impatto sull’economia dell’Eurozona non è sottovalutabile. Anche per un paese come l’Italia.
Qualcuno di voi se l’è presa male per la mia presa di posizione (scusate la ripetizione) contro l’operato di questo Governo.
Voglio ribadire che questo è un blog di economia e finanza e tale deve rimanere, anche se per il sottoscritto è stato inevitabile dover parlare anche di politica proprio per meglio spiegare la situazione italiana, altrimenti tutto diventava zoppo. Ma allo stesso tempo mi rendo conto che il mio parere andava contro a quello che è il pensiero (e le speranze) di una buona fetta di lettori.
Non tutti la pensiamo allo stesso modo (per fortuna!) quindi è lecito avere idee diverse. Chiedo solo rispetto dell’altrui parere. Per il resto mi prometto di evitare in futuro di finire nella “trappola della politica” evitando quindi qualche spiacevole incomprensione.
Tanto ormai, avete capito cosa ne penso.
In questa sede però vorrei portare alla vostra attenzione un dato. Con una logica.
Nelle ultime settimane, ci sono state anche delle violente correzioni al ribasso sulle analisi previsionali della crescita economica italiana. Tutto ci fa: quanto è ormai incancrenito ed è frutto della malagestione degli anni passati, e anche una presa di posizione del governo che negli ultimi mesi è contestabile.
Domanda: ma siamo così sicuri che questo Governo abbia i super poteri e riesca in così poco tempo ad influenzare i dati dell’economia italiana in modo così netto?
La risposta non ve la do io, ma un grafico.
GERMANIA vs ITALIA: indice produzione industriale
Sapete tutti come sono andati i dati macro delle ultime settimane per la Germania. Un vero disastro. E l’indice della produzione industriale è uno dei tanti dati negativi usciti da Francoforte che preoccupano non poco. Motivo? Perché la Germania resta la locomotiva economica in Europa ed un suo rallentamento economico ha un effetto pesante sulle dinamiche economiche degli altri paesi dell’Eurozona. Italia in primis.
Le motivazioni della grande frenata sono molteplici. Innanzitutto il crollo del’export soprattutto del settore automotive (citofonare Trump e la sua trade war), inoltre una situazione climatica complicata ha anche generato i suoi danni (il fiume Reno in secca ad esempio) oltre ad una fase di crisi del settore bancario e farmaceutico.
I motivi possono essere differenti, ma resta il fatto che se la locomotiva tira, il carro del carbone non può certo accelerare. Il grafico qui sotto lo illustra chiaramente.
Quindi capite benissimo che un miglioramento dei numeri macro italici passa per forza anche da Berlino. Se la Germania non riacquista forza, fiducia e export, non possiamo pensare che l’Italia migliori.
Tutto questo per dire che, ovviamente, noi ci stiamo mettendo del nostro, e la fiducia sul nostro Bel Paese ne è la riprova. Ma per motivi indiretti sarebbe sbagliato omettere che, forse, non è tutta colpa nostra.
STAY TUNED!
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