ASTA BTP: un grande successo!
Alcuni di voi mi hanno accusato di essere politicamente schierato perché ho provato a spiegarvi alcune situazioni che si stavano generando grazie all’incompetenza e all’ignoranza di questo Governo.
Sissignore, ve lo ripeto.
a) Incompetenza perché chi ci sta governando non ha ancora capito che qui non siamo in un talk show, non stiamo giocando a chi la spara più grossa o a chi riesce ad avere più “like” rispetto agli altri.
b) Ignoranza nel senso più puro del termine, ovvero che ignorano, non hanno né l’istruzione né la competenza e tanto meno l’educazione necessaria per rivestire certi ruoli istituzionali.
E sia ben chiaro, io non penso assolutamente di essere molto più capace di loro, ho solo una percezione decisamente più realista della situazione.
E vi posso dire che mi fa INCAZZARE quanto leggo ed assisto a scenette come quelle delle ultime ora.
Non voglio tediarvi e non voglio nemmeno mettermi al loro piano. Mi limiterò a parlarvi di UN aspetto. Lasciamo perdere quindi la questione diplomatica con la Francia, il crollo della fiducia a livello internazionale nei nostri confronti e l’effetto che tutto questo ha avuto sulle borse, che poi si tratta di quella famosa “capitalizzazione” che va e viene e che quindi diventa relativa.
Parliamo di soldi VERI, quelli che sono effettivamente PERSI o guadagnati. C’è stata un’asta di BTP a 30 anni.
(Teleborsa) – Il Dipartimento del Tesoro ha collocato 8 miliardi di euro di BTP a 30 anni scadenza settembre 2049, con uno spread a 18 punti base sull’obbligazione trentennale, scadenza marzo 2048. Sostenuta la domanda che ha superato i 40 miliardi di euro.
Bene, quindi un successone. Richiesta 40 miliardi con un collocato di 8 miliardi. La logica ci fa pensare che quindi, vista la grande richiesta, siamo riusciti a strappare delle condizioni sorprendenti al mercato. La legge della domanda e dell’offerta, giusto?
(…) E per fortuna che siamo un Paese in recessione, inaffidabile, di cui è meglio stare alla larga. Per fortuna, perché se non fosse così avremmo potuto vedere scene da delirio all’ultima asta dei nostri Btp a 30 anni. Buoni del tesoro che malgrado la retorica evidentemente più presente sulla stampa antigovernativa in Italia che nelle aspettative dei mercati, ieri ha visto collocare interamente lo stock di questi titoli di Stato con la ravvicinatissima scadenza di settembre 2049. Btp che un pool di banche internazionali incaricate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze si è letteralmente conteso, facendo registrare una domanda di gran lunga superiore all’offerta. (…) [Source]
Wow… ma allora dobbiamo essere orgogliosi di cosa sta accadendo! Si… ma non orgogliosi, bensi ORGOGLIONI. Perché l’articolo sopra citato è la perfetta fotografia di cosa pensa la gente, di come l’informazione sia decaduta e di come si condizioni il pensiero del popolo. Perché a comandare sono proprio loro: IGNORANZA ed INCOMPETENZA.
Tanto per cominciare bisogna capire CHI ha partecipato all’asta. Ovvero istituzionali con esigenze di lungo termine (tipo fondi pensione) con esigenza di dare redditività ad una massa immane di liquidità che deve essere investita.
Seconda cosa: è tutta una questione di prezzo. L’asta che tutti stanno portando come esempio di un brillante successo, non è stata poi così “brillante”. Il rendimento del trentennale è stato pari al 3.9%. Facendo due conti, a causa della crisi di fiducia nei confronti del sistema Italia, quindi prendendo come parametro aprile 2018, scopriamo che il peggioramento delle condizioni di fiducia sul nostro Paese ci è costato, in quest’asta, la cifra di 1.3 miliardi di Euro che dovremo pagare come interessi su questo BTP. E la cifra è certa visto che sono a tasso fisso. Ma poi facciamo festa perché abbiamo restituito agli italiani qualche soldino con il reddito di cittadinanza, o forse molto meno (i conti li faremo alla fine).
E pensate che questo è SOLO un episodio che ci troviamo sul groppone e la gente non se ne rende conto. Aggiungete tutto il resto che questa crisi di fiducia sta generando sulle nostre finanze, e indirettamente su tutti noi cittadini italiani. Leggo ora ad esempio che rinunciare alla TAV ci costerà 4 miliardi. Tranquilli, tanto di soldi da spendere ne abbiamo… E queste cose strutturali non sono importante per l’economia di un paese come il nostro….
(…) Rinunciare alla realizzazione della Torino-Lione costerà da un minimo di 2,8 miliardi fino a 4 miliardi se si considerano, oltre alla restituzione dei fondi versati (600 milioni) e alle penalità contrattuali (tra 500 milioni e un miliardo), anche le somme necessarie per il ripristino dei luoghi (tra 200 e 500 milioni) e quelle per il potenziamento della linea storica che andrebbe comunque adeguata per motivi di sicurezza (1,5-1,7 miliardi). Sono le quattro voci prese in considerazione dalla «relazione giuridica» allegata all’analisi costi-benefici rimasta finora riservata. (…) [Source]
Potrei andare avanti per ORE ma l’ho detto, mi fermo qui perchè non voglio Tanto poi chi paga, TUTTO, siamo noi, il POPOLO e nella realtà, i due dati non si tendono ad annullare ma a sommare. Non vi pare? Ma questo non lo capiamo, perchè MAI il Governo ce lo dirà. populismo fine a se stesso che non è certo costruttivo. Recentemente FMI, UE e mille altre strutture lo stanno dicendo. Ma son tutti cattivi ed incapaci perchè non vogliono il nostro bene, visto che c’è una congiura internazionale nei nostri confronti. Vero?
ULTIMA COSA: le tensioni Italia – Francia, per chi non lo sapesse, possono avere effetti pesantissime per il nostro sistema economico. Perchè? Le banche francesi hanno un’esposizione sulle aziende italiane pari a circa 260 miliardi di Euro, almeno così mi risulta. Se la tensione tra i due paesi lievita, diventa normale per questi istituti di credito diminuire l’esposizione del rischio sul Bel Paese. Conseguenze? Pensateci: effetti su investimenti, sviluppo, competitività, fatturato ed ovviamente occupazione. Ma forse il discorso si fa troppo complicato per questo tipo di Governo…
STAY TUNED!

