EUROBOND: ora o mai più
MES all’orizzonte? Oppure Eurobond ipotesi più credibile? Innanzitutto bisogna dare massima trasparenza alla destinazione dei fondi. E poi trovare delle soluzioni nel più breve tempo possibile perchè non è solo crisi di liquidità. Il vero rischio è la crisi di solvibilità.
Credo sia noto a tutti quanto sia importante, in questo momento, sostenere l’economia con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.
E per prima cosa, è necessario un coordinamento e un’unità di intenti tra i vari livelli senza precedenti.
Quindi mai come oggi, occorre che banche centrali e governi trovino la quadra.
Le Banche Centrali, per certi versi, stanno facendo la loro parte. La FED, che da sempre ha sventolato una teorica indipendenza, oggi ha fatto capire che questa indipendenza passa in secondo piano, quando si ha a che fare con crisi di questo tipo, forse la peggiore dal dopo guerra. Per fortuna, la FED ha un governo USA che farebbe carte false per non inchiodare il tessuto economico del paese.
Tanto per cominciare c’è una priorità, che negli USA hanno capito molto bene, che hanno vissuto in prima persona nel 2008 con la crisi ed il default Lehman Brothers, ovvero la crisi di liquidità.
Per evitare poi un altro grande rischio, che metterebbe in ginocchio il sistema economico. Si chiama crisi di SOLVIBILITA’.
Ma i ruoli a questo punto si dividono.
Per la crisi di liquidità è compito delle banche centrali cercare di sostenere il sistema.
Per la crisi di solvibilità la competenza passa alla macchina governativa.
Guardiamo il modello USA.
La Fed sta intraprendendo iniziative senza precedenti per risolvere i problemi di liquidità nel mercato obbligazionario e nell’ambito del money market. Di seguito una sintesi delle iniziative già intraprese e di quelle per ora solo proposte dalla Fed.
• Operazioni pronti contro termine: almeno $1500mld, “whatever it takes”
• Commercial Paper Funding Facility (CPFF), schema ampliato per includere anche titoli esenti da imposta e credito di minore qualità (da rating A1/P1 a A2/P2), ad un tasso più basso di quanto inizialmente previsto (3m OIS +110bps, da 3m OIS +200bps)
• Money Market Lending Facility (MMLF), schema ampliato per includere Obbligazioni di Municipalità, VRDNs (Variable Rate Demand Notes) e Certificati di Deposito bancari
• Quantitative Easing (QE), potenziato dai $700 mld iniziali ($500mld Treasuries, $200mld MBS) ad illimitato – “whatever it takes”
• Il Fondo Treasury’s Exchange Stabilization Fund (ESF) sta progettando di utilizzare $30 mld di capitale per fornire alla Fed una leva 10:1 per impiegare $300mld in nuovi finanziamenti finalizzati a garantire normale accesso al credito a datori di lavoro, consumatori e imprese.
• A prescindere, il Segretario del Tesoro Mnuchin confida di riuscire a fare approvare dal Congresso uno stanziamento di $400mld al Ministero del Tesoro, finalizzato a concedere alla Fed $4000mld di capacità potenziale per offrire credito all’economia reale
• La Fed ha inoltre annunciato il Primary Market Corporate Credit Facility (PMCCF) per nuove emissioni obbligazionarie e prestiti alle grande imprese
• In aggiunta, la Fed ha anche annunciato il Secondary Market Corporat Credit Facility (SMCCF) per fornire liquidità al credito corporate sul mercato secondario
• La FED ha istituito il Term Asset Backed Securities Loan Facility (TALF) per consentire l’emissione di asset backed securities che includono carte di credito, finanziamenti per l’acquisto di automobili, prestiti per studenti e prestiti garantiti dalla Small Business Association (SBA)
• La Fed dovrebbe anche annunciare il Main Street Lending Program (MSLP) per fornire supporto a business di piccola e media dimensione, complementare al SBA (Source)
Per carità, questo è il progetto e molti di questi programmi richiedono un intervento coordinato della Fed e del Tesoro Americano. Ma a tutti e nota la criticità del momento di sicuramente un accordo arriverà.
DOMANDA: e in UE?
Come siamo invece messi nell’Unione Europea?
Il primo grande problema è la centralità. Se negli USA la federazione tra gli stati è legata da un governo centrale forte e condiviso (che decide proattivamente) in Europa è la sagra del relativismo.
Tutti uniti quando le cose vanno bene (anche se non sempre è così) mentre quando ci sono delle criticità, ci si chiude a riccio, si guarda al proprio orticello dimenticando che siamo una teorica Unione e che certi problemi dovrebbero essere discussi e gestiti in modo forte e coeso. Cosa che accade negli USA ma non in Europa.
In questa delicata fase stiamo notando l’ennesima spaccatura tra il Nord ed il Sud. Quasi ci fosse una nuova “Questione Meridionale” ma non solo in Italia ma in tutt al’Unione Europea dove le richieste di alcuni paesi , tra cui l’Italia, non hanno convinto i partner nordici come Germania e Olanda. Morale: gli eurobond ( o coronabond o covidbond, chiamateli come volete) restano un tabù.
Ma la sfida non può e non deve interrompersi così.
I prossimi giorni metteranno sicuramente a nudo una questione. Il Coronavirus è la più democratica delle armi. Perché il virus colpisce tutti, a tutti i livelli. Da Nord a Sud, ricchi e poveri, cicale e formiche. E tutti dovranno affrontare enormi spese che imporranno un aumento del debito pubblico.
Ma si sa, quando poi l’Unione è così relativa, la macchina si inceppa facilmente anche perché è evidente che dal Nord c’è una mancanza oserei dire totale di fiducia (e dagli torto) nei confronti di alcuni paesi. In primis verso l’Italia.
La grande paura è ovviamente sulla solvibilità di certi paesi ma oggi, ancor di più, si guarda a come certi denari verrebbero spesi.
Insomma, tutti hanno capito che i soldi, una volta messi nel motore economico italiano, vengono sperperati a causa di una serie di falle burocratiche ed amministrative senza precedenti, cose che solo certi paesi dell’America Latina possono invidiarci (dai, è un eufemismo ma spero che il concetto sia chiaro).
Cosa si farà?
Noi (ITALIA) vediamo di cattivo occhio il MES perché troppo Troika-style.
Meglio un bond (Eurobond) garantito dalla BEI che poi BCE andrebbe a monetizzare. Ed ecco che quindi, magicamente, si va ad instaurare un’unione di intenti simile a quanto descritto prima tra FED e Governo USA.
E poi massima collaborazione a livello sanitario. Una collaborazione che assurdamente è più presente tra paesi Extra UE che tra i gli stati membri.
Intanto però è ASSOLUTAMENTE necessario che le risorse assegnate ai vari paesi siano il più possibile tracciabili e destinate in modo preciso e monitorabile. Proprio per evitare quegli sprechi che ci contraddistinguono.
Basterà? Impossibile dirlo, forse no, ma di certo è un tampone (oggi va di moda questo termine) necessario, già fin da subito, per salvare il tessuto economico. Perché certe attività, se non sostenute ORA, SUBITO, rischiano di saltare senza nessuna possibilità di recupero a posteriori.
DOPO sarà tardi. Ora o mai più. FATE PRESTO.
STAY TUNED!
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