THE QUARTERLY AFTER: la resurrezione dal mondo dell’IPER recessione
Economia USA: previsioni sull’andamento del prossimo trimestre ed ipotetici recuperi dopo la recessione economica che ormai è certa.
Il grafico in apertura oggi è secondo me l’unica cosa che conta. Un’Italia che progressivamente sta “tentando” un appiattimento della curva (tranquilli, sarà ancora lunga) e un paese che ha preso sotto gamba il problema e che oggi si trova catapultato nell’incubo del contagio, ovvero gli USA con un tasso di crescita che rasenta l’incontrollabilità.
Magari il grande sogno americano sarà più forte degli incubi che potrebbero arrivare, magari tutto andrà meglio di quanto si possa pensare. Intanto però questi sono i dati e già oggi i numeri di contagi sono da top performer. Anche se dal punto di vista statistico gli USA sono in ritardo rispetto al nostro ciclo di BEN 17 giorni. Signori, 17! Con questo tasso di crescita dove andremo a finire?
Questi numeri effettivamente fanno paura ma non alle borse che sono in una fase che definisco “di ricoperture” e provano la ripartenza. Ma gli economisti, che proprio stolti non lo sono, iniziano a fare due conti e in questi giorni è la sagra di chi la spara più grossa. Si, perché è matematicamente impossibile fare una previsione sull’impatto del Covid-19 alias Coronavirus sull’economia USA. E questa tabella lo testimonia.
Passiamo ad una previsione, per il secondo trimestre 2020, di un -9% (che definirei eufemisticamente SUPER ottimistico) ad un drammatico -40% di Capital Economics. Cioè circa un dimezzamento del PIL per un trimestre.
Ora io vorrei farvi una domanda, che vuole essere una provocazione.
Sarà pur vero che il governo USA e la FED hanno messo sul piatto una cifra inimmaginabile per sostenere l’economia, e che sicuramente tornerà molto utile quando il motore partirà. Ma oggi siamo certi che il mercato sconti questi scenari iper recessivi?
E vai con l’Alfabeto
Ah già, oltre a sparare dati sull’ipotetico crollo del PIL oggi tutti si dilettano anche a prevedere il tipo di ripresa che ci aspetterà.
C’è chi parla della V (tanto si perde e tanto si recupera, un quadro quantomeno eccellente a livello prospettico quanto di difficile attuazione visto che la ripartenza dovrà per forza essere “soft), oppure c’è chi azzarda la Y (viaggio diretto all’inferno e poi subito direzione paradiso), fino ad arrivare alla W che ve la lascio immaginare (dance dance dance), fino alla più complicata e forse più realistica U (molto allungata secondo me) e per chiudere, tralasciando alcune versioni pittoresche alla drammatica L.
A questo punto la domanda giunge spontanea.
Se tutti sparano sul potenziale drawdown del PIL nel secondo trimestre, cosa possiamo aspettarci per il terzo trimestre? E per il quarto?
Si, perché la resurrezione dai morti deve avvenire assolutamente nel terzo trimestre e completarsi nel quarto altrimenti il tessuto economico si logora in modo definitivo e anche il super sostegno del sistema va a farsi benedire.
Visto che, ribadisco, nessuno può fare previsioni, allora proviamo anche noi a giocare e quindi vi riporto una slide che riprende “The quaterly after”, ovvero il trimestre successivo alla debacle, quello che dovrebbe testimoniare la ripartenza.
ATTENZIONE: qui si prendono in considerazione i trimestri con un crollo della borsa USA oltre il 15% dal dopo guerra ad oggi. I numeri parlano chiaro. C’è però un problema. Possiamo dirlo? Lo so che è un luogo comune ma ci sta. Ebbene si, possiamo affermare che THIS TIME IS DIFFERENT perché una crisi con queste caratteristiche non si è mai vista nella storia.
Perché non parliamo di un post guerra mondiale, dove c’è una ricostruzione.
Perché non c’è il rischio di una guerra atomica USA-Cuba (e ovviamente il mercato pio ha premiato visto il nulla di fatto).
Perché NON c’è solo la crisi energetica (già, perché come nel 1970 abbiamo anche un crollo del petrolio e una guerra dell’oro nero in corso, non dimentichiamolo). Crisi che poi ha avuto un’onda lunga con Nixon nel 1974 (ma guardate anche le crescite dei periodi antecedenti).
Perché non è come il lunedi nero del 1987 che rischiò una grande depressione scongiurata da una repentina ripresa dei corsi.
Perché non c’è una recessione come nel 2001.
Perché non c’è una crisi subprime dove l’intervento delle banche centrali e dei governi ha salvato il sistema.
Per i più curiosi, qui sopra il grafico di BeSpoke “all times”.
Sia BEN chiaro. Non sto dicendo che questa volta sarà peggio o sarà meglio. Dico che sarà DIVERSO perchè una situazione come quella che stiamo vivendo oggi, non è statisticamente confrontabile dal punto di vista storico. Qui abbiamo un nemico invisibile, perfido, e non facilmente annientabile. I suoi effetti sulla società (NON solo economia signori) potrebbero essere dirompenti. Quanto dirompenti lo scopriremo solo col tempo. Ma di certo più si allungano i tempi di una “normalizzazione” più il sistema di logora.
Dite che il Covid-19 è il “giustiziere della bolla da asset”? Il regolatore dei conti dell’economia di carta? Forse si, il signor cigno grigio, come l’ho chiamato io, diventerà sempre più nero. Intanto però non sottovalutiamo cosa sta accadendo. Né sui mercati, né attorno a noi.
Perchè proprio sui mercati ci terrei a dire una cosa, che non vuole essere terrorismo mediatico ma solo una presa di coscienza. Ridendo e scherzando, questo è il quadro di mercato attuale.
Nasdaq 100 (QQQ) returns
from all-time highs -19%
YTD -10%
3 years +49%
5 years +88%
10 years +340%
not bad
— Ben Carlson (@awealthofcs) March 31, 2020
E scusate se è poco.
UPDATE
Dopo qualche tentennamento, la Casa Bianca la tocca piano…
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STAY TUNED!
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