CRISI a CONFRONTO: ma allora cosa è successo?

17 Aprile 2020 14:05

C’è poco da dire. I mercati finanziari sono estremamente affascinanti perché così complessi, così interpretabili e mai banali. Alzi la mano chi si sarebbe mai aspettato una reazione così positiva dopo il monito del FMI? Penso ben pochi. E ovviamente l’Italia resta per certi versi il fanalino di coda. E questa purtroppo era una certezza che invece è stata confermata. Il nostro è tra i Paesi più colpiti, la previsione per il 2020 è una contrazione del Pil del 9,1%, mentre nel 2021 la crescita prevista dovrebbe essere del 4,8%. Anche sul fronte dell’occupazione i dati non sono confortanti, per l’Italia, il Fondo prevede una disoccupazione in aumento dal 10 al 12,7%.
Insomma si perdono posizioni, nuovamente, e pian pianino facciamo come la candela accesa.

“Lavorando a stretto contatto, il G20 può aiutare a salvare vite umane, proteggere i più vulnerabili e riportare l’economia mondiale sulla strada di una crescita forte, sostenibile, equilibrata e inclusiva”. Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nella nota preparata per la riunione virtuale del G20 sulla pandemia di coronavirus e le sue ripercussioni a livello globale. I governanti – si legge ancora – “devono essere uniti di fronte a questa emergenza. La cooperazione non è importante solo per motivi di solidarietà umana, ma anche per prevenire il ritorno del contagio in un mondo interconnesso”. Ma soprattutto, conclude il Fondo monetario, “gli sforzi coordinati a livello internazionale possono avere benefici particolarmente grandi, in quanto dalle azioni congiunte derivano ulteriori benefici per l’economia globale”. [Source

Ci vuole cooperazione in questa fase. Anche perché è la peggiore recessione del secolo, dopo il 1930.

(…) L’economia globale travolta dal coronavirus: il PIL calerà del 3% nel 2020, ovvero 6,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Lo prevede il Fmi definendo il ‘Great Lockdown’, la grande chiusura, la recessione peggiore dalla Grande Depressione degli anni 1930 e decisamente peggio della crisi del 2008 (pil -0,1%). (…) Le perdite complessive del pil mondiale per la pandemia del coronavirus ammontano a quasi 9000 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2021, più delle economie del Giappone e della Germania insieme. Ad affermarlo è il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, sottolineando che per la prima volta dalla Grande Depressione sono in recessione sia le economie avanzate sia quelle in via di sviluppo. (…) [Source

Per esempio, guardate le previsioni sul PIL europeo 2020. Sembra evidente che ci sia una frenata non indifferente.

VERO, come descritto nei passati post, è impressionante l’impegno di banche centrali e governi a sostegno della crisi, ma non dimentichiamoci che tutto ha un costo ed un rovescio della medaglia. Inoltre tutto questo potrebbe diventare utile nella vera fase di ripartenza che però, secondo me, sarà lenta, graduale e complessa.
Ecco perché, PARERE PERSONALE sia ben chiaro, ritengo incongruente questo grafico. Tra un po’ ci toccherà dire che grazie al Covid-19 avremo nuovi massimi, crescita e prosperità?

STAY TUNED!

Danilo DT

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