DROWNING IN OIL (affogare nel Mare Nero del petrolio)
Chi mai si sarebbe immaginato un Petrolio WTI a -37$/barile? Nessuno. Come nessuno avrebbe mai pensato che POTESSE andare in negativo. Invece, come per i tassi di interesse, lo abbiamo capito “sul campo”.
Le motivazioni del crollo dell’oro nero sono molteplici e sono note. Ma il passato è passato, adesso dobbiamo guardare avanti e cercare di capire cosa è successo, certo, ma sopratutto cosa potrebbe riservarci il futuro.
Necessarie innanzitutto delle considerazioni sul mercato. La domanda ha subìto una diminuzione per COVID-19 e rallentamento globale generalizzato che già era in essere e che il Coronavirus non ha fatto altro che enfatizzare ed accelerare. Aggiungiamo poi le note motivazioni legate alla guerra commerciale tra Russia ed Arabia Saudita, con l’intromissione degli USA. Il tutto ha abbattuto la domanda di ben 20 milioni di barili al giorno.
La situazione che si è venuta a generare però porta ad un taglio massimo possibile di 7 milioni di barili al giorno, perchè il di più sarebbe insostenibile per i produttori. Ma andiamo con ordine.
Ci troviamo con un palese eccesso di OFFERTA. Ulteriori tagli a livello dimensionale, rappresentano un costo che molti paesi produttori non possono permettere. Chi ha le spalle larghe, come l’Arabia Saudita, riesce a stare in piedi ma per tutti gli altri estrattori si aprirebbe un problema di sussistenza.
Riprendendo alcune analisi prese da un report di S&P, rielaborato da Pictet AM, che cortesemente un contatto mi ha girato, possiamo farci un’idea molto concreta di cosa sta accadendo. Perchè tutti se lo chiedono ma forse non si hanno le idee molto chiare in merito.
La situazione è estremamente critica ed è condivisa da tutti i paesi su scala globale. La crisi di DOMANDA infatti è evidente ovunque, una diminuzione del 20% per 2 mesi. Cose mai viste. Pensate ai trasporti (aerei, camion, automobili) che sono tutti fermi. La stima di S&P è di circa 9 milioni di barili in MENO al giorno. L’unico paese che si sta muovendo un po’ in controtendenza è la Cina che, non avendo (a quanto sembra) grossi problemi di stoccaggio, può permettersi di accumulare ingenti quantità di greggio a prezzi quasi risibili.
La crisi di domanda quindi, vedendo anche il grafico sopra riportato, mette in evidenza una grande criticità, i mesi di aprile e maggio saranno drammatici lato domanda, e questo in tutto il mondo. Da giugno potremo assistere ad una parziale normalizzazione. Però c’è questo secondo grande problema, ovvero il rovescio della medaglia, ovvero la crisi di OFFERTA con un tema ormai noto a tutti. Lo stoccaggio.
Sembra chiaro che fino a gennaio non si prevede una vera normalizzazione della situazione, anche molto probabilmente la “crisi energetica” potrebbe anche essere più lunga. Infatti il processo di chiusura di molte società del settore è atteso nemmeno nel breve ma nell’arco di 2/3 anni (proprio per una questione di dinamiche produttive). E proprio dal lato offerta, diventa difficile prevedere grandi tagli (vedi quanto detto in apertura).
Intanto però mi sembra di poter anche affermare che, sia per la limitazione geografica (si concentra sopratutto negli USA) e sia per i noti problemi con lo stoccaggio, sia giusto “promuovere” come VERO benchmark mondiale il Brent, ipoteticamente più limitato al Mare del Nord ma ormai usato come riferimento da tutto il sistema.
Questo grafico mette a confronto l’andamento storico proprio del Brent con le due curve forward (in evidente contango) sia di Brent che WTI.
SPOT vs FORWARD
Quindi, meglio privilegiare il Brent perchè è più coerente ma come avrete capito, la situazione resta a prescindere estremamente critica.
Cosa può cambiare le carte in tavola? Una ripresa “V” aiuterebbe, con conseguente taglio dell’OPEC per sostenere la domanda ma, visto quanto scritto sopra, mi sembra evidente che il mondo sta annegando nel petrolio. Può sempre succedere qualcosa di anomalo, Una guerra, qualche petroliera abbattuta, un aumento della tensione vs Iran. Storie già viste in passato. E nella disperazione generale, non escludo più nulla.
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