America First: La Svolta Protezionista di Trump e gli Effetti del MAGA

3 Aprile 2025 09:23

Ho cercato di fare mente locale, è notte fonda e il grande pagliaccio biondo ha appena decretato l’inizio della “liberazione USA” farneticando contro tutti gli stati del globo.
Ricordate questo POST? 

E’ una rivoluzione quella che sta capitando e sarebbe FOLLE non considerarla.
Il nuovo corso della politica commerciale americana sta ridisegnando gli equilibri globali, tra promesse di rinascita industriale e rischi di isolazionismo.

La visione “America First” in azione

L’amministrazione Trump ha imboccato con decisione la strada del neo protezionismo commerciale, perseguendo un obiettivo chiaro: difendere il cuore produttivo americano dai “rapaci partner e alleati esteri”. La strategia mira a rivitalizzare le cinture rurali e industriali del Midwest – Michigan, Wisconsin, Ohio e Pennsylvania – regioni decisive non solo per il peso economico ma anche per quello elettorale.

Il piano d’azione è dettagliato in un corposo rapporto di quasi 400 pagine redatto dall’Ufficio del Rappresentante Commerciale (USTR), che denuncia centinaia di barriere commerciali imposte sia da rivali come la Cina sia da alleati storici come Canada e Unione Europea.

Smontare la storia e gli accordi commerciali e risidegnare il tessuto economico USA.

Ma la storia insegna che il protezionismo presenta costi rilevanti. Il Center for American Progress stima che una famiglia media americana potrebbe subire rincari fino a 5.200 dollari annui.

Ma senza andare troppo lontano, anche la prima amministrazione Trump ha dimostrato come le tariffe possano rivelarsi un’arma a doppio taglio. I dazi su acciaio e alluminio generarono forse mille impieghi ma ne distrussero 75.000 nelle industrie a valle. Ma tutto questo viene ignorato. Follia.

E il manifesto dello USTR  non lascia spazio a dubbi. L’Europa viene criticata per le sue politiche ambientali, le regolamentazioni tecnologiche e le protezioni dei dati personali. Al Canada viene rimproverata persino la legislazione sul bilinguismo in Quebec, oltre alle quote protettive sui latticini. Non mancano all’appello Messico, Giappone, Corea del Sud e India.

Non è un tutti contro tutti ma è un AMERICA CONTRO TUTTI.

Questa aggressiva politica commerciale va inquadrata in un più ampio riassetto degli equilibri mondiali. Gli Stati Uniti sembrano riconoscere che il loro spazio economico relativo continua a ridursi, mentre potenze come Cina e India emergono prepotentemente. La tecnologia americana è sempre più insidiata da quella cinese, e la supremazia militare inevitabilmente seguirà lo stesso destino.

E i dazi riusciranno a ricreare quegli equilibri voluti da Trump? Impossibile perchè i dazi creano disequibri ed i dati citati prima lo testimoniano. Ora la parola alle “mediazioni”. Intanto cari amici, e qui mi preoccupo, mi sembra evidente che il personaggio VUOLE riscrivere le regole economiche e anche MATEMATICHE. Ma visto che la matematica NON è un’opinione.

Spiegatemi voi come Donald Trump potrà concretizzare la sua promessa di taglio delle tasse per le famiglie americane e allo stesso tempo “tassarle” imponendo dazi commerciali globali, che di fatto rappresentano una tassa sui consumi degli americani.

Botte piena e moglie ubriaca. Siamo alle barzellette. E il metodo di calcolo dei dazi lo conferma.

STAY TUNED!

Danilo DT

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