Accordo Russia-Cina sul GAS. A rischiare seriamente è l’Europa

L’Embargo contro la Russia ha come obiettivo quello di isolare Mosca dal mercato e “teoricamente” danneggiarla. Uno scenario che è ampiamente probabile visto che uno studio appena uscito della banca centrale russa prevede per i prossimi tre anni un PIL pari a zero per lo stato sovietico.
Attenzione però, si rischia di fare un macroscopico errore. Il voler isolare la Russia diventa inefficace se Mosca può spostare i suoi interessi economici altrove.
Due giorni fa (domenica) Mosca e Pechino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, alla vigilia del vertice Apec che si tiene in questi giorni proprio nella capitale cinese, per una nuova mega fornitura di gas. E noi tutti sappiamo quanto è strategico il gas sia per la Russia ma anche per l’Europa. L’accordo prevede circa 30 miliardi di metri cubi in più alla Cina, e questo accordo va ad aggiungersi al contratto stipulato sempre tra Cina e Russia il mese scorso per un controvalore di 400 miliardi di dollari.
Ovviamente non è di poco conto il fatto che la Cina offre un bacino di utenza senza pari ed è uno sbocco commerciale per la Russia semplicemente immenso. Di certo questi accordi potrebbero non solo rendere poco efficace l’embargo, ma andrebbe a modifica re di molto gli equilibri internazionali.
Innanzitutto viene certificata la nuova alleanza tra due paesi, Russia e Cina, che insieme acquistano un peso politico, economico, diplomatico e militare di massimo rispetto (se non di dominio paritetico all’asse USA). Inoltre questa alleanza rischia di tagliare fuori commercialmente molti paesi.
Parliamo ancora di gas.
Quando deciso in passato, porterà gas in Cina facendolo passare giacimenti della Siberia orientale, in gran parte ancora da “esplorare”.
Il resto invece verrà pescato dalla Siberia occidentale: cioè quell’area che rifornisce l’Europa.
Cosa significa? Che il gas diventa una favolosa arma di ricatto.
Ora la Russia può anche decidere di dirottare le sue risorse ad Est. Economicamente per lei cambierebbe poco. La differenza è che per noi cambia alquanto, visto che ci riscaldiamo col gas russo. La politica quindi va poi a condizionare le direzioni dell’economia. E poi bisogna sperare che vengano create le infrastrutture in Siberia orientale, altrimenti diventa quasi necessario per Mosca chiudere i rubinetti con l’Europa per aprirli con la Cina.
Per carità, non sono stati scritti sull’accordo date vincolanti e quindi si tratta di un impegno di collaborazione. Ma rappresenta per la Russia una valvola di sfogo ed un’arma potentissima. Quella del ricatto che potrebbe sfociare in tensioni non di poco conto.
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