ALERT: Fuga dai mercati emergenti

Pubblicato 20 Agosto 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:54

Più che economie emergenti bisognerebbe chiamarle economie calanti. E nell’occhio del ciclone ci sono proprio quegli stati che per anni hanno guidato il grande BOOM dei paesi emergenti. Si parla di alcuni elementi dei BRIC, in primis India e Cina, con il Brasile a ruota.
Ma grande caos di questi giorni lo si riscontra proprio con il paese indiano.

Rupia ai minimi storici. Ma non temete, tutta l’Asia è in subbuglio. La Thailandia è in recessione e l’Indonesia è in palese difficoltà. La Malesia è prevista in prossima crisi: si aspettano dati di un PIL a -5% nei prossimi giorni.
Come vedete quindi, il malessere cinese non era isolato. Tutta un’area è fortemente condizionata da uno scenario economico che sta cambiando radicalmente.
Il risultato che ne deriva è evidente. Una vera e propria fuga di denaro da questi paesi.

Si vende di tutto. Dalle valute, all’azionario, agli stessi bond, usati generosamente per il carry trade.
Guardate il cross INRUSD (Rupia indiana contro USD) che ha perso il 28% in due anni contro Dollaro USA.

Cross INR/USD

…e l’andamento del Sensex, la borsa indiana…

Grafico Sensex (Borsa Indiana)

Ora l’attenzione sembra distogliersi per un attimo dalle vicende europee, in stand by e quasi in attesa delle elezioni tedesche. E sembra distogliersi anche dal tapering previsto per settembre. Tutti gli sguardi ora rivolti verso l’Asia.

FMI: taglia previsioni crescita per Asia

Il Fondo Monetario Internazionale nel mese di luglio ha tagliato le sue previsioni per la crescita di quest’anno del PIL Asiatico di 0,3 punti percentuali, portandolo al sempre considerevole 6,9 per cento. Però i mercati già si sono mossi. Negli ultimi tre mesi l’indice MSCI Asia Pacific Index ha perso il 7.7 per cento, a fronte di un calo del 1,2 per cento nel Standard & Poor 500 Index ed un -1.6% dello Stoxx Europe 600 Index. L’indice azionario di riferimento in Indonesia è sceso di oltre il 10 per cento negli ultimi due giorni, mentre in India è sceso di circa 3 per cento e la Thailandia è in calo di oltre il 6 per cento. Ricordate il post sul “decoupling”?

E parte di quei 3900 miliardi dollari di denaro che è stato riversato nei mercati emergenti si sta muovendo, nuovamente a favore delle economie cosiddette “core”, le vecchie economie che non saranno solidissime ma almeno sono caratterizzate da minore volatilità e speculazione.

Restia il Giappone, con la sua Abenomics. Ma quella è un’altra storia….

STAY TUNED!

DT

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