ALLARME BANCHE: interviene il Governo, bisogna fare qualcosa per i NPL
Poteva essere solo speculazione, ed invece ora ci sono dei seri motivi per preoccuparsi. Parliamo di nuovo di banche e delle relative sofferenze bancarie (crediti deteriorati), argomento già ampiamente discusso nelle ultime settimane.
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Negli ultimi giorni però è successa una cosa che ha mosso e non di poco il mercato del credito. Apollo fa un’offerta per comprare Banca Carige, dando un prezzo ai crediti deteriorati.
L’offerta di Apollo si compone, nei dettagli, di una proposta da 695 milioni per rilevare un portafoglio di Npl. (…) Apollo, però, potrebbe essere “la capofila” dell’arrivo sul mercato italiano di fondi esteri che puntano a ottenere dei buoni margini dalla cessione delle sofferenze e in più in generale dalle manovre sul settore. (…) Non è quindi escluso che altre proposte possano arrivare nelle prossime settimane. Certo i prezzi delle sofferenze, visto che un mercato non è ancora partito, li fa in buona parte il compratore allineandosi a quel 17-18% fissato per i deteriorati delle 4 banche. E anche sulla cessione delle 4 ‘good’ bank’ le proposte potrebbero essere ben al di sotto del 1,8 miliardi del valore attribuito dal Fondo di Risoluzione visti i multipli con i quali vengono valorizzate le banche italiane. (Rep)
Ecco il fattaccio. Apollo valorizza il portafoglio dei crediti deteriorari per un controvalore pari a circa il 18-20% del nominale. (qui a fianco una scheda sulle sofferenze bancarie di Banca Carige). Molto meno di quanto previsto e “contabilizzato” dalle varie banche e anche dagli analisti che quindi rivedono i target price dei titoli (ecco spiegata la violenta correzione delle banche italiane).
Allarme allarme! La situazione è peggiore del previsto, e non si escludono non solo nuove perdite sugli stessi NPL ma anche grosse operazioni di ricapitalizzazione, proprio come ha voluto la BCE quando due popolari (Banco Popolare e BPM). Addirittura Palazzo Chigi si preoccupa. E questo non fa che peggiorare il sentiment degli operatori.
(Reuters) – Il vertice straordinario sulle banche di questa mattina (ieri, ndr) a Palazzo Chigi, introdotto dal premier Matteo Renzi, mira a creare un veicolo privato che potrà servire ad affrontare collettivamente le problematiche di alcuni istituti italiani, vuoi per garantirne eventuali aumenti o per gestirne la cessione delle sofferenze.
E’ quanto hanno riferito a Reuters, in assenza di commenti ufficiali, diverse fonti vicine all’incontro, definito “un primo passo”. Oggi non si è arrivati a un accordo e per questo il veicolo potrebbe non arrivare in tempo per l’aumento fino a 1,75 miliardi della Popolare di Vicenza, garantito dalla sola Unicredit e che deve andare in porto entro aprile.
Eggià! Ricordate? Ci sono due operazioni di aumento di capitale su B. Pop. Vicenza e Veneto banca, di cui ho già parlato e su cui ho già espresso dubbi e rischiosità.
(…) “Non si è parlato solo delle due banche venete ma su come affrontare la questione per tutte e quattro”, riferendosi anche a Banca Mps e Carige che hanno molti Npl da smaltire, oltre che alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca, che pure deve fare un aumento di capitale garantito da un consorzio guidato da Intesa. (…)
Proprio così, non è una questione legate alle banche sopra citate, ma è un fatto sistemico per il sistema finanziario italiano. Che ricorderete quanto ci hanno sbandierato come solidissimo.
(…) “Sul tavolo c’è l’ipotesi di un veicolo con dentro Cdp, Fondazioni, fondi, investitori privati, fondi pensione”, dice una delle fonti. Un’altra parla di uno “strumento collettivo di risk sharing”. Il veicolo sarebbe tassativamente di natura privatistica. “Cdp avrebbe al massimo il 49% per evitare di incappare nelle norme contro gli aiuti pubblici”, aggiunge una delle fonti. (…)
Quindi capirete che si sta cercando di trovare una soluzione il più possibile difendibile, al fine di mettere in sicurezza il sistema bancario italiano. c’ chiaro, il nuovo “contenitore” dovrebe intervenire non solo a sostegno del mondo NPL, ma anche per andare a coprire quelle quote degli aumenti di capitale che il mercato non riuscirà a “digerire”.
Però il problema è sia nel capire CHI investirà in questi asset, e poi QUANTO gli NPL saranno valorizzati all’attod’acquisto. Non sono discorsi semplici, anche perchè come si è detto, il prezzo fatto da Apollo rischia di diventare un “benchmark” che potrebbe mettere una barriera tra le banche stesse ed i potenziali strumenti discussi oggi dal Governo.
E state pur certi che questa incertezza non aiuterà le nostre banche le quali, guarda caso, hanno raggiunto nuovamente i loro minimi.
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