Aumenti di capitale

di gremlin
23 Agosto 2013 13:03

BANCA CARIGE

– Adeguamento patrimoniale per 800 milioni di euro, da realizzarsi in parte con la cessione di asset non core e per la parte residua con un aumento di capitale, da offrire in opzione agli azionisti. L’assemblea ha dato al Cda una delega sull’aumento, da esercitare entro il 31 marzo 2014.
Nota: titolo veramente appetitoso, praticamente una banca al pesto… difficile fare peggio del Monte Paschi ma qui ce la stanno mettendo proprio tutta e continuano a svaligiarla, mi raccomando, comprate sempre fondi azionari con dentro questo titolo se volete perdere i vs soldi

BANCA POPOLARE DI MILANO– Aumento di capitale a pagamento per un importo complessivo massimo di 500 milioni (comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo), da eseguirsi entro il 30 aprile 2014.

Nota: ed ecco un altro gioiello, passato dal coinvolgimento nel crack Ferruzzi alla gestione Ponzellini e dei dipendenti/pensionati-soci; sempre in attesa di trasformarsi in SpA; l’investitore non dovrebbe nemmeno essere sfiorato dall’idea di metterci dei soldi, lo scommettitore invece è giusto che ci faccia un pensierino

BIALETTI- Aumento del capitale sociale, a pagamento e in via scindibile, mediante emissione di azioni ordinarie senza valore nominale, da offrire in opzione a tutti i soci, per massimi 15 milioni di euro, comprensivi dell’eventuale sovrapprezzo. Il termine ultimo proposto per la sottoscrizione è il 31 dicembre 2013.
Nota:”Buongiorno, sono un piccolo investitore schifato dalle banche, ho deciso di comprare un industriale leader nel suo mercato con buone prospettive di sviluppo internazionale, ho deciso quindi di inserire nel mio giardinetto titoli la Bialetti Industrie (giugno 2009)”… et voilà, dovunque ti giri la fregatura è sempre pronta a ringraziarti… e per fortuna che non l’ha comprata nel 2007! Ad ogni modo – per dovere di cronaca – il bilancio consolidato 2012 è nettamente migliore di quello precedente col ritorno all’utile e riduzione dell’indebitamento

ZUCCHI– Aumento di capitale a pagamento, interamente garantito, con emissione di azioni in opzione per 20,5 milioni offerte in ragione di 8 nuove azioni ogni 5 ordinarie o risparmio possedute. Il prezzo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione è pari a 0,072 euro.
Nota:in un Paese politicamente fallito ed economicamente depredato anche la Zucchi SpA simbolo del made in Italy – con marchi leader come Bassetti, Descamps, Zucchi e altri, licenze con Lacoste e altri, migliaia di punti vendita nel mondo eccetera, salvata dal fallimento dall’ex portiere della Juventus G. Buffon (investitore o scommettitore?) ora secondo azionista  (il primo è la famiglia Zucchi) – ha regalato a migliaia di piccoli investitori perdite devastanti. Dall’ultimo bilancio il fatturato risulta in crescita ma il costo della ristrutturazione fa crescere anche la perdita operativa e l’indebitamento.
“Buongiorno, sono un piccolo investitore che vuole sostenere il made in Italy, me la consigliate la Zucchi?”  (no comment, anzi sì: “Carissimo, qui il patriottismo non paga…”)

CONCLUSIONI
Quando le cose vanno male si chiedono soldi, anche al mercato. L’investitore che non ha questi titoli – nè direttamente nè indirettamente tramite fondi o gestioni assicurative – è bravo e fortunato e deve continuare così. Chi ce li ha, amen, ma che almeno non ci metta altri soldi…

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