Banca Mondiale: taglia stime crescita. E il CESI conferma la debolezza economica.
Guardando l’indice CESI, il Citigroup Economic Surprise Index, possiamo notare tutte le anomalie del momento.
Per chi non lo conoscesse ancora il Citigroup Economic Surprise Index (CESI) è un indice che calcola lo scostamento tra i dati macro in uscita e le previsioni degli analisti. Quando i dati sono peggiori delle attese, il CESI viene spingo al ribasso. Quando invece i dati sorprendono in positivo, il CESI rimbalza in modo proporzionale.
Come vedete dal grafico sottostante, il CESI che vi rappresento è diviso in macroaree:
1) USA
2) Eurozona
3) Giappone
4) Paesi emergenti
5) G-10
6) Cina
In questo modo diventa interessante confrontare i vari scostamenti tra le varie aree del pianeta.
CESI: Citigroup Economic Surprise Index diviso per aree
Notate che nel mese di maggio e giugno, alla fine, solo per i Paesi emergenti e, quasi sontuosamente per la Cina, i dati usciti sono stati migliori delle attese. Per le restanti aree, compreso il G-10, la situazione è in frazionale peggioramento. E per la cronaca NESSUN CESI è sopra lo ZERO e in territorio positivo.
Trovate nel grafico anche lo SP 500, che ovviamente va per la sua strada
E’ comunque chiaro che il mondo non sta andando un gran chè bene ed il colosso cinese, dalle spalle molto larghe, dimostra di riuscire a reagire bene ai momenti di difficoltà.
Ok anche i paesi emergenti. Appena riesco vi illustrerò anche i flussi finanziari che testimoniano un progressivo ritorno di investimenti su quelle aree.
PS: Intanto però la Banca Mondiale conferma la mia analisi. Notizia fresca fresca di giornata…
MILANO – La Banca mondiale taglia le stime di crescita globali per il 2014, con l’inverno freddo degli Stati Uniti e la crisi in Ucraina che hanno pesato nella prima metà dell’anno. L’istituto stima che il Pil mondiale crescerà quest’anno del 2,8%, meno del 3,2% previsto in gennaio. La crescita americana è stata tagliata a +2,1% dal +2,8% precedentemente previsto. Per il 2015 la Banca Mondiale mantiene una stima del 3,4%, invariata rispetto alla precedente.
“L’economia mondiale ha avuto un inizio dell’anno turbolento con l’inverno freddo negli Stati Uniti, le turbolenze finanziarie e il conflitto in Ucraina. Nonostante l’inizio lento, la crescita è prevista accelerare con l’avanzare dell’anno”, afferma la Banca Mondiale, sottolineando che a spingere la crescita sono le economie avanzate. (Rep)
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